
Salvatore Santeramo, pugliese, 30 anni. A Lucca ha debuttato da professionista in serie «C» nel. 2014-2015: ora vuole far risalire la Pantera
Sono due gli atleti della attuale "rosa" che hanno già indossato la maglia rossonera, oltretutto nella stessa stagione di serie "C", quella 2014-2015 (presidente Bacci, Pagliuca, prima e Galderisi, poi sulla panchina). Uno è Giuseppe Di Masi, attuale preparatore dei portieri. L’altro è il difensore Salvatore Santeramo, pugliese di 30 anni, che dovrebbe essere il nuovo capitano della squadra di Pirozzi. Cresciuto nelle giovanili del Bari, Santeramo ha esordito tra i "pro" nella Lucchese, a 19 anni; poi ha giocato 12 campionati consecutivi sempre in "D", in undici squadre diverse, dove ha collezionato 200 partite, prima di tornare a Lucca, dopo l’ultimo campionato nella Sangiovannese.
Possiamo dire che per Santeramo, è un po’ come ritrovarsi a casa?
"Assolutamente sì, anche perché, nel 2015, qui ho conosciuto una ragazza che è diventata poi la madre dei due splendidi miei figli, una bimba di 8 ed un bimbo di 3. Per certi versi mi sento un lucchese “adottato”, dal momento che abito in città. Qui a Lucca ho iniziato la mia carriera undici anni fa e questo mio ritorno rappresenta un po’ come la chiusura del cerchio e l’inizio di un nuovo percorso che spero possa portare lontani sia il sottoscritto che la Lucchese. Sono felicissimo della chiamata del direttore, perché la maglia rossonera me la sono sentita sempre un po’ addosso, anche quando ho iniziato a girare in lungo e in largo l’Italia. Oggi, finalmente, mi sento di nuovo a casa".
Le sue impressioni sull’ambiente?
"Ho trovato delle figure di grande professionalità, nonostante la categoria. Onestamente non me lo aspettavo e credo che vada dato atto a questo gruppo dirigente, dal patron al direttore, dal mister, al segretario, fino a tutti gli altri collaboratori di aver gettato delle basi solide per costruire un futuro che tutti quanti ci auguriamo possa essere il più luminoso possibile, senza mai perdere di vista che vincere, in qualsiasi campionato, non è mai facile".
Qual è stato l’impatto con i nuovi compagni?
"Decisamente positivo e, come ama ripetere spesso il mister, credo che l’importante sia fare gruppo, dentro e fuori dal campo, essere umili e dare sempre il massimo. Dimenticavo di dire che, qui, ho ritrovato un mio vecchio compagno di squadra e di stanza del 2014, vale a dire Giuseppe Di Masi. Anche questo aspetto ha contribuito a farmi sentire di nuovo a casa".
Parliamo, per un attimo, dell’aspetto tattico. Che ci racconta di lei?
"Sono un difensore. Ho giocato sua come centrale sia a due che a tre. Poi deciderà il mister se e dove impiegarmi. Da parte mia cercherò di mettere a disposizione il mio entusiasmo, la mia esperienza al servizio della squadra".
Che tipo di reazione si aspetta dalla tifoseria rossonera?
"Premesso che c’ero anch’io, in curva, assieme a tanti amici, a vedere la partita, per certi versi gloriosa, contro il Sestri Levante, penso che è dura accettare una realtà diversa da quella del campo. Ma sono sicuro che i tifosi ci daranno una mano. Se remeremo tutti nella stessa direzione, potremo toglierci delle belle soddisfazioni".
Chiudiamo con il girone: che idea si è fatto?
"Anche per me è un campionato tutto da scoprire, ma conosco parecchi giocatori e ritengo che le favorite siano Viareggio e Zenith. Mi sento di poter dire una sola cosa: noi ci saremo. Su questo non ci piove…".
Emiliano Pellegrini
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