Lucca, sussidi covid senza requisiti e manodopera illegale: nei guai gruppo di imprese

L'operazione ha coinvolto 11 persone e nove società

Operazione della guardia di Finanza
Operazione della guardia di Finanza

Lucca, 2 febbraio 2024 - Manodopera illegale e sussidio covid senza nessun requisito. Per questo, i militari del comando provinciale di Lucca hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare interdittiva dall’esercizio di qualsiasi carica societaria, per 1 anno, nei confronti di due coniugi amministratori di un gruppo di imprese, e a un decreto di sequestro preventivo di oltre 2.500.000 euro nei confronti di quattro persone e quattro imprese - due società cooperative e due società commerciali - operanti nella piana di Lucca nel settore delle pulizie.

Nelle abitazione dei principali indagati e presso la sede della società sono stati rinvenuti 165.000 euro in denaro contante custodito in due casseforti, una delle quali occultata in un bagno. L’attività trae origine da una complessa indagine iniziata a fine 2021, condotta dalla guardia di finanza, che ha permesso di accertare, tra le altre condotte illecite, anche la somministrazione illecita di manodopera realizzato dalle due cooperative in favore di tre imprese esterne al gruppo con il coinvolgimento, nel corso di 5 anni, di una cinquantina di lavoratori. Le indagini hanno portato alla luce un collaudato sistema di frode al fisco finalizzato all’evasione dei contributi previdenziali ed assistenziali da parte delle cooperative i cui dipendenti, solo formalmente assunti, erano alle dirette dipendenze della società facente capo ad uno dei due coniugi, risultato vero dominus del gruppo.

Tale frode veniva perpetrata attraverso l’emissione di fatture false tra imprese del gruppo e imprese terze, che avevano come giustificazione contratti di appalto di servizi che, in realtà, celavano il distacco di manodopera. In sostanza, la costituzione ad hoc delle cooperative rappresentava solo uno schermo - ovvero un serbatoio di manodopera - per consentire l’assunzione di lavoratori da impiegare successivamente presso le società committenti, con il doppio beneficio per le società utilizzatrici, da una parte, di non avere formalmente in carico i dipendenti sotto il profilo contributivo-assistenziale e, dall’altra, di risparmiare sul costo della manodopera per via del “servizio” economicamente più vantaggioso fornito dal Gruppo.

Inoltre, è stata riscontrata una “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche” in riferimento all’illecita percezione del fondo d’integrazione salariale per covid-19 ottenuto dai dipendenti in cassa integrazione senza le ragioni che ne avrebbero giustificato la percezione dall’Inps (ossia, l’effettiva diminuzione del fatturato). Tale forma di sussidio è stata anche erogata a favore di parenti del dominus del gruppo che risultavano, solo formalmente, dipendenti di società del gruppo ma che, di fatto, non svolgevano alcuna prestazione lavorativa. All’esito degli accertamenti e delle indagini svolte sono stati denunciati, a vario titolo 11 persone fisiche e 9 persone giuridiche. Sono stati comunicati i consistenti debiti erariali e contributivi delle aziende appartenenti al gruppo in questione, ammontanti complessivamente a oltre 3,3 milioni di euro.