Una cava
Una cava

Lucca, 15 febbraio 2015 - Va a modificare la disciplina delle cave del marmo, prevista dalla proposta della giunta regionale relativa al Piano Paesaggistico, un maxi emendamento. E’ stato presentato dal consigliere regionale Ardelio Pellegrinotti a nome del gruppo del Partito Democratico in sede di commissione. Adesso, il prossimo step sarà l’approvazione del Consiglio Regionale, che potrebbe votare per un documento assai differente rispetto quello elaborato alcuni mesi fa. Come noto, la proposta precedente, presentata dalla giunta regionale, aveva generato forti preoccupazioni tra lavoratori delle cave e tra gli enti locali. Di conseguenza, il Partito Democratico ha aperto alle richieste provenienti da più parti, vale a dire dalle aziende marmifere apuoversiliesi, dai lavoratori delle cave del marmo e dai Comuni interessati, tra i quali, per la Garfagnana, Minucciano e Vagli Sotto. Stando al maxiemendamento, le cave del marmo già esistenti non verranno chiuse e continueranno nella loro attività, sarà vietata l’apertura di nuove cave al di sopra dei 1.200 metri di altitudine. Sotto i 1200 invece, in merito al recupero delle cave dismesse e all’apertura di nuove cave al di sotto, in entrambi i casi dovranno essere soggette ai piani attuativi dei bacini estrattivi e alla valutazione paesaggistica. «Si tratta di una soluzione di compromesso dettata dal buonsenso che consente di preservare tanto l’ambiente delle Apuane quanto le prospettive di lavoro di chi vi abita – afferma il sindaco di Minucciano, Nicola Poli – La speranza è che non vengano apportate ulteriori modifiche al maxiemendamento in sede di consiglio». Il documento dovrà infatti passare al vaglio del Consiglio Regionale che si riunirà il prossimo 10 marzo.

Intanto sulla questione del Pit interviene anche il consigliere provinciale Maurizio Marchetti (FI): «Alla vigilia dell’incontro in Regione fra il gruppo consiliare del Pd, il presidente Rossi e l’assessore Marson sul piano paesaggistico e sulla situazione delle cave, restano sul tappeto tutti i problemi che questo provvedimento regionale comporta e comporterà per tutti. Visto che ci sono le elezioni regionali, il Pd tenta il recupero proponendo emendamenti, scontrandosi con l’assessore Marson per cercare di rimediare, per non perdere voti. L’assessore non l’ha presa bene e ha pubblicamente accusato il Partito Democratico di essere composto da cementificatori. In realtà il piano paesaggistico è da buttare completamente e andrebbe rifatto secondo intelligenti criteri di sostenibilità ambientale». Anche il senatore Pd Andrea Marcucci interviene sul Pit: «Il piano paesaggistico così come ridisegnato dal Pd, è una buona sintesi tra le esigenze dell’imprese ed il rispetto dell’ambiente. Naturale l’opposizione di chi dice sempre no, a volte persino a prescindere. Sì alle regole, no ai freni».