Lo scooter dei due truffatori ripreso dalla dash cam di un'auto in sosta
Lo scooter dei due truffatori ripreso dalla dash cam di un'auto in sosta

Lucca, 30 ottobre 2020 - Mentre stava sorpassando uno scooter che viaggiava a velocità bassissima sulla via Pesciatina, udì un forte colpo. Fermatasi, si sentì accusare dal conducente del ciclomotore di avergli infranto lo specchietto retrovisore, con tanto di richiesta di 300 euro a titolo di risarcimento. L'automobilista, quasi ottantenne, lucchese, priva di contante a sufficienza, si recò a casa a prelevare il denaro, seguita dalle due persone che viaggiavano sullo scooter una delle quali, prima di partire, aveva vanamente richiesto in pegno la collana d'oro che la donna indossava. Giunta a casa, la signora consegnava il denaro ai due malfattori. Era l'ennesima vittima della truffa dello specchietto, avvenuta in quel caso nel novembre 2019. 

La polizia di Stato della questura di Lucca ha col tempo individuato gli autori e denunciato per truffa aggravata un uomo e una donna di Montecatini, S.B. di 31 anni, e B.M. di 35, proprietaria dello scooter, entrambi italiani di etnia sinti, ai quali è stato appena notificato l’avviso di conclusione indagine.

A loro la polizia è risalita grazie alla denuncia presentata dalla vitrtima, al confronto fra la sua testimonianza e i filmati di varie telecamere pubbliche e private fra cui la dash cam posta sull'auto di un residente, che aveva ripreso lo scooter coi truffatori a bordo. Gli agenti sono così risaliti a M.B., proprietaria del mezzo,  ed al suo complice, risultato pluri-pregiudicato per reati contro il patrimonio e, in particolare, per diverse truffe consumate proprio con la “tecnica dello specchietto rotto”.

Questa consiste nel lanciare un oggetto (un sasso o una pallina di plastica o gomma) in grado di far rumore da un veicolo in sosta, o che marcia più lentamente. Subito dopo i truffatori si accostano al conducente, chiedendo, con tono minaccioso, di constatare il danno, nella maggior parte dei casi uno specchietto rotto, e risarcirlo in denaro, per evitare trafile burocratiche. Centinaia di truffe del genere avvengono in Italia ogni anno: è in atto una campagna di sensibilizzazione da parte della polizia di Stato per invitare le vittime a rivolgersi alle forze dell'ordine, appena avvicinate dai malintenzionati.