Psicodramma Carmine. Un braccio di ferro durato undici ore. Cacciate le due attività

Una task force per chiudere la macelleria Simonetti e il Bar del Sole "Atto grave e arbitrario, il Tar aveva concesso la sospensiva".

Psicodramma Carmine. Un braccio di ferro durato undici ore. Cacciate le due attività
Psicodramma Carmine. Un braccio di ferro durato undici ore. Cacciate le due attività

Un braccio di ferro estenuante e a tratti imbarazzante, a colpi di atti amministrativi e giudiziari davanti a numerosi clienti arrivati sul posto per testimoniare ai commercianti la propria solidarietà. Uno spiegamento di forze notevole e inedito, che ha visto impegnati, dalle 9 di mattina fino alle 20, dirigenti e funzionari comunali, da cinque a sette agenti della Polizia municipale, un’ambulanza, un fabbro e vari avvocati, con la presenza in serata di due poliziotti in borghese e una pattuglia di carabinieri.

Alla fine il Comune è riuscito a sgomberare le ultime due attività commerciali del Mercato del Carmine: la macelleria di Marcello Simonetti e il Bar del Sole di Monica Marcone ed Ernesto Caiazzo. Non senza un “giallo“ che rischia di avere ulteriori strascichi: la decisione da parte del Tar di sospendere l’atto del Comune. La notifica dei giudici è arrivata solo dopo le 14, quando i verbali di riconsegna dei locali erano stati firmati: già chiusa la macelleria, ancora in piena attività, invece, il bar del Sole, colmo di clienti.

"Un atto arbitrario e sconcertante – è il commento dei titolari del bar, assistiti dagli avvocati Angelita Paciscopi e Anna Cordoni – perché anche di fronte alla sospensiva del Tar delle 14 hanno deciso di proseguire nello sgombero cambiando le serrature e buttandoci fuori. Ma sono questi i modi? C’erano tante di quelle forze dell’ordine che i passanti si sono pure spaventati. Siamo amareggiati, ci aspettavamo una soluzione di compromesso dopo tante chiacchiere. E pensare che in questi mesi abbiamo collaborato per agevolare i lavori nel mercato".

Amarezza e un po’ di sgomento anche nelle parole di Marcello Simonetti (foto in basso). "Ho iniziato a lavorare qui alla macelleria nel 1999, poi dal 2016 sono diventato il titolare. Ho investito in questa attività e ora mi ritrovo con niente in mano. Proposte? Niente di serio. Non ho visto più nessuno da tanti mesi. Mi fa piacere invece l’affetto dei clienti del quartiere...". Numerosi in effetti i clienti che hanno seguito passo passo per tutta la giornata questo psicodramma del Carmine. Dove nessuno, ci sembra, può dire di aver vinto.

Paolo Pacini