La dottoressa Ellena Pioli
La dottoressa Ellena Pioli

Lucca, 13 aprile 2018 - Oltre mille, per l’esattezza 1052, nel 2017. Ecco il numero dei pazienti presi in carico dal Ser.D della Piana di Lucca, il servizio dell’Usl Toscana Nord Ovest dedicato alle dipendenze. A tutte le dipendenze. Perché se sino a pochi anni fa parlare di dipendenze portava a confrontarsi con alcol e droghe, ora la spettro delle possibilità si è ampliato. Ecco avanzare la ludopatia, lo shopping compulsivo, la sexual addiction e l’uso incontrollato degli strumenti tecnologici, dai pc ai tablet fino gli smartphone. 

Al punto che il servizio ha cambiato il nome nel 2014: da Sert a Ser.D, da t, come tossicodipendenze a d, come dipendenze. Un segno dei tempi, ma, soprattutto, un fenomeno dalle proporzioni incredibilmente elevate. Due numeri per capire meglio: gli oltre mille in cura sono, statistiche alla mano un po’ in tutta Italia, circa un decimo di coloro che finiscono in queste patologie. Dunque non è azzardato dire che nella Piana sono circa 10mila le persone che incontrano una o più di queste dipendenze. E se si calcola che la Piana di Lucca ha circa 170mila abitanti, le proporzioni sono disarmanti, anche considerando che dalla popolazione vanno tolti i bambini sotto i 12-13 anni e gli anziani sopra i 75, fasce difficilmente associabili a queste patologie. I numeri sono dunque impressionanti: uno ogni 13-14 persone. E nel conto non va ricompreso chi ne fa un uso occasionale. Altrimenti iniziatevi a guardarvi intorno. Le probabilità che colleghi o parenti incappino saltuariamente in una dipendenza è destinato a crescere.

La maggior parte di coloro che hanno accettato di intraprendere un percorso faticoso di disintossicamento sono uomini (857), le donne sono «solo» 193, ma va tenuto presente che la resistenza a dichiarare la patologia è maggiore, come spiega la dottoressa Ellena Pioli, che dirige il Serd della Piana. Numeri che fanno riflettere anche se si guarda allo stato civile: 567 sono celibi o nubili, 171 coniugati, 112 conviventi, 128 separati o divorziati, 8 vedovi. Ma fa riflettere anche il dato sull’occupazione: in prevalenza sono persone con una qualche sorta di lavoro. Accanto alla droga, con oltre 700 casi, e all’alcool, con 200 casi, ecco i dipendenti da gioco: 85. Un fenomeno in crescita che tocca da vicino le famiglie. E l’aria più fine o della montagna pare non giovare a queste piaghe: in Valle del Serchio e Garfagnana ci sono 350 casi di patologie con una marcata presenza di alcolisti. In una società che chiede sempre di più, la risposta è l’evasione verso mondi paralleli. Tanto artificiali quanto drammatici.