La Guardia di Finanza
La Guardia di Finanza

Lucca, 5 dicembre 2018 - Manipolazioni, sedute di psicanalisi sfruttate per avere rapporti sessuali dalle pazienti dopo averle allontanate dai loro affetti. Ma anche episodi di masturbazione durante le sedute. Accuse di reati gravissimi come induzione alla partecipazione a rapporti sessuali e circonvenzione di incapace. C’è di tutto, inclusa la violazione delle minime norme deontologiche, nella denuncia presentata alla Guardia di Finanza da una 55enne lucchese a gennaio. Le indagini sono ancora in corso, per chiarire la vicenda.  
 
Nel mirino, uno psicologo che esercita anche a Lucca. E che la donna definisce senza scrupoli e pericoloso per altre pazienti. Alle Fiamme Gialle e all’Ordine degli psicologi (della regione dove è iscritto) la 55enne ha consegnato un dossier dove descrive minuziosamente il suo calvario. Cominciato due anni fa, quando Flavia (nome di fantasia), la 55enne, indirizza sua figlia, oggi 30enne dallo psicoterapeuta per risolvere problemi d’ansia. La scelta cade sull’uomo perché Flavia stessa è stata sua paziente durante terapie di gruppo. Ma gli atteggiamenti del professionista che la donna reputava stravaganti come abbracciare e baciare le pazienti per salutarle, all’epoca le sembrarono innocui. Tanto che, quando lo psicologo la rivede, le propone un prezzo ‘speciale’. «Mia figlia - racconta - già dopo la prima terapia appariva riflessiva e pensierosa». 

La chiusura della ragazza prosegue e quando Flavia le chiede se sia successo qualcosa nello studio dell’analista, la 30enne replica: «Il medico mi ha detto di non parlare della terapia». Nelle settimane di cura successive, la chiusura continua. L’altro allarme arriva dall’ormai ex fidanzato della 30enne. «Mi confidò che le appariva distaccata, che i rapporti sessuali si erano interrotti e che mia figlia era irriconoscibile». Flavia ha dei sospetti e cerca di affrontare lo psicologo. Ma l’uomo le ordina di non intromettersi in terapia. Quello che, per la 55enne, stava succedendo in quei giorni alla figlia, è messo nero su bianco nella denuncia con prove circostanziate. Non un ‘semplice’ flirt tra paziente e analista. 

Ma, per la denunciante, un tentativo dello psicologo di isolare la figlia per approfittarsi di lei. Flavia non si arrende. Dà la caccia ad alcune ex pazienti dello psicologo, conosciute in terapia di gruppo, per sapere se l’uomo utilizzasse metodi ‘inusuali’ di terapia. I loro racconti, sottoscritti in denuncia, sono choc e rivelano che gli appetiti sessuali verso le pazienti donne sarebbero un atteggiamento seriale. Come la fissazione per il feticismo dell’analista che chiedeva ad alcune di loro di mettergli i piedi in faccia per poi masturbarsi. O la continua ricerca del contatto fisico. Incluso l’invito, durante alcune terapie di gruppo, a lottare fra loro.

Flavia scopre che molte sono state invitate a cena dal professionista. E che abbiano avuto avventure sessuali (tutte consenzienti almeno all'apparenza) col medico che, in chat private, avrebbe anche inviato loro foto oscene. Alcune raffiguranti altre pazienti mentre hanno rapporti orali con lui. Altre ammettono di esser state plagiate. Quasi tutte, sottolineano come il medico abbia tentato approcci in terapia. La 55enne resta inorridita. I rapporti con la figlia che intanto si è infatuata dello psicologo e ha lasciato il fidanzato, si rompono del tutto. Ma il sesso col medico viene ammesso dalla 30enne. 

La madre, disperata, affronta per l’ultima volta l’uomo: gli ordina di lasciare in pace la figlia che, secondo lei, ha manipolato. La posta in palio: la promessa di non denunciarlo se fosse sparito. Lui accetta. Il dossier è nelle mani delle forze dell’ordine da un anno. «Ciò che mi preme è che altre non caschino nella trappola. Non siamo di fronte a una semplice violazione deontologica ma a un utilizzo manipolatorio della professione. Mi auguro che sia fatta giustizia: non può esserci sesso o amore in psicoterapia».