Tarita Poli
Tarita Poli

Lucca, 7 febbraio 2019 - «Dal ministro mi aspetto che la mia bambina, come tutti quelli che come lei sono in pericolo da deficit immunitario, possa sfruttare l’immunità di gregge, che tutti i vaccini siano obbligatori e non siano ancora spostate in avanti nel tempo scelte di assoluta civiltà». E’ l’appello che Tarita Poli, 46 anni, una figlia di sette affetta dalla nascita da una gravissima malattia e che da settembre ha iniziato la scuola, alla primaria di Gallicano, in Garfagnana, rivolge al ministro della salute, Giulia Grillo, attraverso una lettera scritta di getto, carica di sofferenza. Prego, si spieghi. «Per la sua malattia la bimba non può essere soggetta alla protezione vaccinale né può permettersi di entrare in contatto con bambini che possano trasmetterle una qualsiasi malattia infettiva. Per questo era stata inserita in una classe protetta con tutti i compagni vaccinati.

Ora, con i casi di varicella manifestatisi, mia figlia rischia la vita. C’è bisogno di maggiore sensibilità verso questi bambini ‘particolari’, che non sono pochi e, soprattutto, c’è bisogno di regole certe che li tutelino adeguatamente». Quale motivo l’ha spinta a rivolgersi direttamente al ministro della Salute? «E stato un passaggio obbligato per me e per la mia famiglia. Vogliamo far conoscere alle istituzioni cosa si provi ad affrontare con la propria figlia di 7 anni, affetta da una malattia che comporta un grave deficit immunitario, un continuo percorso a ostacoli, anche solo per accedere alla frequenza sicura nella scuola dell’obbligo». Quali sono esattamente le richieste rivolte al ministro Grillo. «A mia figlia è stata riscontrata una patologia molto grave ad appena due mesi di vita. Si tratta, parlo al presente perché purtroppo non ne siamo ancora fuori, di leucemia linfoblastica acuta, una malattia feroce già nello stesso nome.

A otto mesi ha subito il trapianto di midollo e ha passato buona parte della sua vita in isolamento. Oggi chiedo che mia figlia possa vivere una vita il più normale possibile e non debba essere tolta da scuola, come è successo qualche giorno fa, perché questa è frequentata da alcuni bambini non vaccinati e in questi giorni si sono manifestati casi di varicella». Cosa si aspetta dal ministro? «Chiediamo regole certe e vincolanti, non limitati all’autocertificazione o a rimandi alla discrezionalità. Regole uguali per tutti e che nostra figlia abbia gli stessi diritti di accedere in piena sicurezza alla vita sociale come gli altri bambini. Non è facile spiegare cosa significhi vedere una bambina allegra, bravissima, nonostante tutti i problemi che ha e ha avuto, piangere e disperarsi perché non può frequentare gli amici di scuola. Tutto perché alcuni compagni non sono vaccinati e quindi possono diventare per lei un pericolo di vita. Non è giusto, tutto questo. Non è giusto».