Affitti
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Lucca, 17 novembre 2018 - Affitti per le attività commerciali ormai alle stelle, futuro sempre più nebuloso per il centro storico. L’allarme lanciato nei giorni scorsi dal sindaco Tambellini trova conferme nei numeri del mercato immobiliare cittadino, anche se la realtà è molto complessa. Il centro storico, infatti, può essere diviso in almeno due macroaree. La prima con maggiore afflusso turistico, all’interno di questa ci sono poi delle microaree ancora più care. La seconda macroarea comprende un po’ tutto il resto, dove comunque si possono trovare buone occasioni per attività in fase di lancio. I canoni, indubbiamente, variano; nel primo caso, i contratti stipulati nel primo semestre 2018 indicano valori leggermente ridotti per la prima macro-area tra 21,8 a 41 euro al metro quadro al mese; per la seconda area si oscilla tra i 13,9 e i 22,5 euro, sempre al metro quadro al mese. Cifre impegnative, con la forbice che sembra allargarsi. Ma il trend ricalca quello che è l’andamento del mercato delle compravendite: per il 2019 si prevede una leggera flessione o al massimo la stabilità dei prezzi e alcune zone di pregio iniziano a avere parecchi fondi vuoti. Nonostante questo, c’è chi spera di piazzare a 60 euro al metro quadro, e le serrande restano abbassate. 

«Le zone più ambite – spiega Caterina Granucci di Casamica in chiasso Barletti – sono quelle con maggior flusso pedonale e turistico, ma ci sono eccezioni che riguardano principalmente alcune tipologie di attività legate alla ristorazione e somministrazione di cibi e bevande (meno le gelaterie) che non prediligono zone di intensissimo passaggio». 
 
E in periferia, dove sono attirate spesso categorie merceologiche diverse dal centro, come i servizi di telefonia, gas, luce e banche? «I valori della prima periferia, come ad esempio Borgo Giannotti, San Marco, San Concordio – spiega Granucci – oscillano tra 8,6 e 13,7 euro/mq/mese. La circonvallazione? L’intersezione tra il cavalcavia di viale Europa e viale Giusti, dove il flusso è altissimo, ha prezzi maggiori. In fase d’incertezza e di attesa la zona prospiciente la nuova rotonda di Piazzale Boccherini in direzione Viale Catalani dove le aziende attendono prima d’investire». 
 
Le affermazioni di Tambellini, dunque, impattano su di una realtà composita. «Le dichiarazioni rilasciate dal sindaco – spiega Granucci – ci trovano per buona parte d’accordo. Serve attirare l’attenzione delle imprese del territorio ad investire nel centro storico portando i canoni di affitto a valori sostenibili nel lungo periodo, aziende lucchesi potrebbero attrarre di nuovo i lucchesi in città. Il problema dei parcheggi? C’è, ma, se ben comunicato, anche da parte degli esercenti, il centro storico è di facile raggiungibilità: mantenere e riportare eccellenze in centro garantirebbe alle imprese un’esclusività che fuori dalla città è più difficile da trovare». 
 
Uno strumento per calmierare gli affitti ci sarebbe, fornito dal nuovo governo nazionale. «La vera rivoluzione sul mercato è contenuta nella legge di bilancio 2019 con la cedolare secca al 21% anche sui fondi commerciali – conclude Granucci – che dovrà essere confermata entro la fine dell’anno. Un proprietario che percepisce per esempio un canone annuo di 20mila euro attualmente può arrivare a pagare anche il 50 per cento a seconda dello scaglione Irpef, con la nuova misura, il ricavo raggiungerebbe 15.800 euro, un buon motivo per cogliere l’opportunità di ridurre le richieste dei canoni di affitto e garantirsi una permanenza certa nel lungo periodo».