Un anno fa i ricercatori furono ospiti per una settimana nella città di Kolkata
Un anno fa i ricercatori furono ospiti per una settimana nella città di Kolkata

Cecina (Livorno), 28 dicembre 2016 - Tornerà in India il dottor Claudio Marabotti per dare continuità alla collaborazione scientifica di respiro internazionale nata circa un anno fa e volta a prevenire le recidive di infarti cardiaci e a comprendere i rapporti che legano a doppio filo l’ambiente urbano delle metropoli indiane con il moltiplicarsi di malattie cardiovascolari. Ad inizio 2016 il medico dell’ospedale di Cecina fu ospite una settimana nella città di Kolkata (la vecchia Calcutta) lavorando gomito a gomito con il dottor  Khawer Siddiqui, cardiologo del Ruby General Hospital, e a distanza di un anno farà il proprio ritorno in terra indiana ancora una volta insieme ai due ricercatori dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, Alessandro Pingitore e Mirko Passera. Questa volta però i tre specialisti saranno operativi (dal 21 al 27 di gennaio) a Bolpur, città di circa 70mila abitanti situata nel distretto di Birbhum, facente parte dello stato federato del Bengala Occidentale, dove avranno l’obiettivo di repertare e archiviare informazioni su marcatori antropometrici, metabolici, nutrizionali, ormonali, infiammatori e di stress ossidativo in 150 bambini residenti. “Questa collaborazione scientifica si chiama “Progetto India” – spiega il dottor Claudio Marabotti – e coinvolge l'associazione umanitaria “Bhalobasa”, l’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa, l’Università di  Kolkata, l’ospedale di Cecina, Acli Toscana, la Diocesi di Asansol ed il Ruby General Hospital di Kolkata. Lo scopo anche di questa seconda missione è prevenire l'insorgenza nei bambini di malattie degenerative croniche,  soprattutto quelle cardiovascolari. In India sussistono livelli di inquinamento atmosferico elevatissimi legati al traffico asfissiante e alla capillare presenza di attività produttive. Dunque contaminazione ambientale correlata al rischio di malattie cardiovascolari, a cui va aggiunto l’elevato livello di malnutrizione, soprattutto tra i bambini. Tutti fattori che spiegano perché il popolo indiano abbia una alta incidenza di malattie cardiovascolari di tipo ischemico e un’età molto bassa di insorgenza, spesso inferiore ai 40 anni”.

Il progetto, a seguito di una prima raccolta di dati, avrà quindi l’obiettivo di fornire alle strutture coinvolte, scuole e ostelli, un contributo volto a promuovere un corretto stile di vita tramite una campagna di informazione capillare. “E’ necessario – conclude Marabotti – impiantare un’educazione alimentare appropriata rivolta alle donne in gravidanza oltre all’erogazione di supplementi nutrizionali appositamente studiati per colmare le carenze che possono “programmare” i bambini verso tali malattie. La ricerca consisterà nella raccolta di campioni di sangue per individuare alcuni indicatori estremamente precoci verso le patologie cardiache che saranno poi analizzati nei laboratori di Pisa”.