Pripyat, ieri e oggi
Pripyat, ieri e oggi

Livorno, 29 gennaio 2017 - La terza tappa del viaggio per immagini nell'area X contaminata di Chernobyl avviene in inverno. Ancora un filo diretto con il viaggio dei fotografi Emanuele Cosimi e Francesca Gorzanelli, che sono andati alla scoperta di volti, misteri e per vedere lo stato del reattore 4 con il nuovo "sarcofago". Ogni giorno sensazioni, emozioni e tante fotografie per seguire passo dopo passo questo viaggio che è un'avventura al limite, che parla di chi non ha mollato ed è rimasto attaccato alla propria terra anche dopo il "fallout" nucleare di 31 anni faOgni giorno, fino al 5 febbraio quando terminerà il viaggio, capiremo e vedremo cosa e chi è rimasto in uno dei «luoghi dell’abbandono» per eccellenza. Ancora infestato dal ricordo – e dalla presenza silenziosa – dell’alba nucleare. In programma anche accurati controlli medici, attraverso un «apparecchio di auto diagnosi della salute, Rofes, grazie alla collaborazione con Tommesani Elettronica Bologna. Permette di realizzare una rapida auto diagnosi della salute psicofisica, in soli tre minuti, ha spiegato Cosimi.

GIORNO 6

Chernobyl, 3 febbraio 2017 - Emanuele Cosimi e Francesca Gorzanelli scrivono ancora una volta, ancora per un po', la parola fine a questa avventura dentro ai misteri e intorno ai fantasmi di Chernoby. L'ultimo saluto, postato su Facebook, attraverso una cartolina dell'epoca e un riferimento storico. "Il 4 febbraio 1970 iniziarono gli scavi per la costruzione di Pripyat, la città fiore all'occhiello dell'Unione sovietica. Buon compleanno città meravigliosa, ci rivediamo presto". Dunque ancora un arrivederci, la coppia di fotografi si prepara nei prossimi mesi ad ospitare uno dei bambini "eredi" sfortunati di un destino scritto trent'anni fa. Sono state condotte anche rilevazioni mediche grazie al Rofes, che hanno svelato nuovi particolari sulle condizioni di vita "al limite" che le popolazioni vivono quotidianamente. Ma i volti delle persone che Cosimi e Gorzanelli hanno incontrato, per loro stessa affermazione, hanno beneficiato enormemente della loro presenza e di una gradita visita. Il sorriso questa gente non lo perde mai, forse è questo il segreto per non mollare mai e andare avanti. Contro tutto e tutti.