La storia di Jacopo, viticoltore a 11 anni: il suo impegno in favore dei bambini malati

Il figlio di Heydi Bonanini ha prodotto sessantatré bottiglie di vino. L’intero ricavato della vendita sarà donato in beneficenza al Gaslini. Il padre: "Doveva essere un percorso più lungo, ma ha bruciato le tappe"

Jacopo, viticoltore a 11 anni (foto profilo Facebook)
Jacopo, viticoltore a 11 anni (foto profilo Facebook)

Riomaggiore (La Spezia), 8 febbraio 2024 – A cinque anni scorrazzava su e giù per i terrazzamenti a picco sul mare, curioso e attento verso ogni dettaglio di quel duro lavoro di cure e premure verso la vigna; a undici, mettendo a frutto quella passione che lo ha rapito sin da piccolissimo, è già pronto a commercializzare la sua prima bottiglia. È la storia di Jacopo Bonanini, figlio di Heydi, titolare dell’azienda agricola Possa di Riomaggiore e tra i maggiori produttori di vino delle Cinque terre. Qui, nei terreni di famiglia dove ’nascono’ Sciacchetra e bianchi Doc che fanno il giro del mondo, è nata anche la passione del piccolo. "E dire che i piani erano decisamente diversi – dice il padre Heydi – L’idea era di cominciare pian piano, di avviare un percorso di sette, otto anni che gli permettesse, a diciotto anni, di uscire con il suo primo vino ’importante’. È iniziato tutto un po’ per gioco, e poi invece ha bruciato le tappe. Sin da piccolissimo mi ha seguito nei campi e in cantina, conosce tutte le fasi della coltivazione e della produzione, doveva essere un cammino graduale, ma già quest’anno il suo lavoro è stato ottimo".

Sostenuto dal padre, Jacopo ha seguito tutto il ciclo produttivo di alcuni filari di vigneti composti da uve storiche, situato nella località riomaggiorese di Possaitara: ha realizzato un’ottima vendemmia ai primi di settembre, e poi ha seguito in prima persona la pigiatura, la fermentazione, l’affinamento e l’imbottigliamento del vino. Alla fine, sono state ben 63 le bottiglie ricavate nel primo anno di ’lavoro’.

"L’abbiamo imbottigliato la settimana scorsa, il tempo di farlo riposare e poi lo metteremo in vendita, qui nelle Cinque terre – aggiunge Heydi Bonanini – È un ottimo vino, di 13.5 gradi, dalla bellissima struttura. È stato prodotto da uvaggi antichi, è stato sottoposto a una bella macerazione lunga. Insomma, è stato fatto alla vecchia maniera, e alla fine credo che, per come è strutturato potrebbe quasi diventare un vino da fine pasto".

’U Papu’, questo il nome del vino che riprende il soprannome del giovanissimo Bonanini: le bottiglie sono già state etichettate nei giorni scorsi con il nuovo logo dell’azienda, e a breve finiranno nei bazar della zona, dato che la commercializzazione dovrebbe essere prevista tra la fine di aprile e l’inizio di maggio. Il prezzo sarà in linea con le altre etichette. Il ricavato? All’ospedale pediatrico Gaslini di Genova.

"Quando mi ha comunicato questa decisione mi ha fatto emozionare. All’inizio, la mia idea era quella di dare a Jacopo quanto era riuscito a guadagnarsi con la sua attività. Un modo più che altro per insegnargli il valore dei soldi, e per fargli capire che i soldi si guadagnano lavorando. Pensavo che li tenesse per sé, per acquistare qualcosa di particolare e levarsi qualche sfizio, però poi mi ha lasciato di stucco quando mi ha detto che i soldi li avrebbe presi, ma solo per donarli al Gaslini. Sono molto orgoglioso di mio figlio – spiega ancora il titolare dell’azienda agricola Possa –. Quando avremo raccolto i soldi, lo accompagnerò a Genova per effettuare la donazione". Una prima volta che il giovanissimo Jacopo difficilmente scorderà.

"A lui piace la natura a trecentosessanta gradi, gli piace fare il contadino, ha anche un piccolo orto – sottolinea Heydi Bonanini –, ma ancora non sa ancora cosa vuole fare da grande. Io sarei felicissimo se un domani mi dicesse che ha deciso di prendere tutta l’azienda in mano, ma tuttavia capisco che questo mestiere e questa vita siano molto duri, e per ogni figlio un padre spera sempre nel meglio".