MATTEO MARCELLO
Cronaca

Toti, primo giorno di libertà: "Ci difenderemo dalle accuse". E poi chiama i liguri alle urne

L’ex presidente oggi a Genova per alcuni incontri con assessori e consiglieri della sua lista. Nel primo messaggio social invita a votare per "andare avanti con la regione protagonista".

Il primo momento di serenità e convivialità se l’è concesso a giornata ormai conclusa. Una cena in un noto ristorante di Bocca di Magra, assieme all’assessore Giacomo Giampedrone, alcuni collaboratori e pochi amici. Giovanni Toti da ieri è un uomo libero e può programmare il suo futuro – politico e giudiziario – lontano dalla sua villa di Ameglia che per 86 giorni è stata non solo avamposto dal quale tentare di tenere le redini della Regione, ma anche rifiugio e ispirazione, tanto da permettergli di scrivere un libro che uscirà probabilmente tra qualche settimana, nel quale ripercorre in parte anche la sua reclusione forzata. Il gip del Tribunale di Genova ha revocato i domiciliari pur sottolineando il permanere "dei gravi indizi di colpevolezza": la notizia, arrivata poco dopo le 10, travolge la quiete di Cafaggio, alimentata fino a quel momento dalle poche passeggiate mattutine dei residenti e dalle auto dei turisti francesi e tedeschi alla ricerca del loro bed& breakfast. Il primo ad arrivare è l’amico e assessore Giacomo Giampedrone. Poi la sorella dell’ex presidente. Infine le sue collaboratrici. Toti, che fino a quel momento si era concesso solo un post social, decide di varcare il cancello della sua Villa solo poco prima delle 15. Camicia a righe portata fuori dai pantaloni beige, un sorriso prima accennato e poi, varcato il cancello da uomo libero, più pronunciato. Tre minuti di colloquio con i giornalisti, attraverso cui ribadire la propria innocenza e rilanciare il delicato tema dei finanziamenti ai partiti.

"Ci difenderemo da ogni accusa, con la coscienza a posto di chi non ha mai intascato un centesimo dei liguri". e poi, ancora: "Sono contento, questa decisione riequilibra alcuni pronunciamenti del passato poco comprensibili. Credo che mai come in quest’occasione i problemi della giustizia e della politica si siano intersecati in questa vicenda, e mi auguro che alla politica sia molto chiaro che quello che a Genova fa parte degli atti di accusa è in realtà qualcosa che mi è poco comprensibile: ci sono atti legittimi, finanziamenti legittimi, eppure messi assieme connotano secondo la procura un comportamento criminoso". A chi gli chiede se farà presto un tuffo, magari nel ’suo’ Bagno San Marco, méta balneare di buona parte dei referenti del centrodestra, risponde chiaro. "Sicuramente, ma adesso no. Ora lavoriamo". E dietro quest’ultima frase c’è tanto di quello che potrà essere il futuro personale e del centrodestra. Quel "ora tocca ai cittadini decidere la sorte della nostra terra", scritto su Facebook, sa tanto di apertura di campagna elettorale, con Toti deciso a giocare un ruolo importante, e il centrodestra che aspettava solo di veder revocata la misura per tornare a sedersi attorno a un tavolo e trovare la quadra sul candidato.

E se ieri è stata la giornata delle telefonate – l’ex presidente ha sentito, tra gli altri, il vicepremier Matteo Salvini, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, e i coordinatori regionali dei partiti di coalizione –, oggi sarà il giorno degli incontri. Toti sarà a Genova non solo per vedere il proprio legale, Stefano Savi, ma anche per rivedere gli assessori, il presidente ad interim Alessandro Piana, i consiglieri della sua lista. Entro fine agosto il centrodestra avrà il suo candidato, ma per Toti sarebbero già due le certezze: i ben informati dicono di aver visto l’ex presidente non particolarmente preoccupato dalla possibile candidatura dell’ex ministro dem Andrea Orlando.