Il sindaco di Porto Venere Matteo Cozzani (immagine di repertorio)
Il sindaco di Porto Venere Matteo Cozzani (immagine di repertorio)
Dopo le polemiche e gli appelli, arriva la marcia indietro: il Comune di Porto Venere torna sui suoi passi e stoppa la vendita di 104 metri quadrati di piazza Spallanzani, un’area all’imbocco di via Colonna che l’amministrazione aveva inserito nel piano delle alienazioni e sulla quale c’era già stata una manifestazione di interesse all’acquisto da parte della proprietà della storica Locanda San Pietro. Un ‘pezzo’ di una delle piazze più suggestive della Liguria e d’Italia, un patrimonio storico sul quale da ormai alcuni...

Dopo le polemiche e gli appelli, arriva la marcia indietro: il Comune di Porto Venere torna sui suoi passi e stoppa la vendita di 104 metri quadrati di piazza Spallanzani, un’area all’imbocco di via Colonna che l’amministrazione aveva inserito nel piano delle alienazioni e sulla quale c’era già stata una manifestazione di interesse all’acquisto da parte della proprietà della storica Locanda San Pietro. Un ‘pezzo’ di una delle piazze più suggestive della Liguria e d’Italia, un patrimonio storico sul quale da ormai alcuni mesi si era scatenato un forte dibattito che aveva portato non solo all’offensiva di associazioni e movimenti – con appelli a ministero dei Beni culturali, Unesco e Fai, e lettere alla Soprintendenza ligure per impedirne la vendita – ma anche a qualche scricchiolio all’interno della maggioranza consiliare. Ieri la svolta, con il Comune che, all’esito di un incontro con i proprietari della Locanda, ha deciso di annullare tutto. "La possibilità da parte del Comune di Porto Venere di inserire la porzione di terreno di via Colonna fra i beni cedibili ha sollevato un acceso dibattito sia nelle sedi politiche sia tra le associazioni ma, soprattutto, tra i concittadini – spiega il sindaco Matteo Cozzani –. Nei giorni successivi al Consiglio ci siamo incontrati con la proprietà della Locanda per valutare le strade percorribili al fine di trovare una soluzione che non compromettesse il progetto di recupero dell’immobile e preservasse la proprietà pubblica del terreno". Alla fine, la soluzione scelta di comune accordo è stata quella di apportare una modifica progettuale al piano di recupero dello storico immobile tale da scongiurare l’utilizzo di quei 104 metri quadrati. "Da sempre l’obiettivo dell’amministrazione è quello di promuovere il bene del territorio e dei suoi abitanti. Grazie all’interlocuzione con la proprietà della Locanda, che è da sempre consapevole del valore affettivo e storico che ha quell’edificio per i portoveneresi e soprattutto in virtù del fatto che la filosofia con cui si sta affrontando il progetto della Locanda è quella di restituire a tutti gli abitanti un bene che si considera profondamente collettivo e quindi fonte di armonia e non certo di conflitto, si è trovata una soluzione che fa venir meno la necessità di alienare il terreno" dice il sindaco, che annuncia il ritiro, da parte della proprietà, della manifestazione di interesse all’acquisto dell’area, e rassicura sul fatto che alla base della decisione non ci sia il parere contrario della Soprintendenza, "semplicemente – dice – perché ancora non era stata avviata alcuna verifica di interesse culturale".

Matteo Marcello