Sì all’efficientamento delle strutture regionali e provinciali dei Centri per l’impiego, ma nessuna rivoluzione in vista con il ritorno alla filosofia di un’Agenzia regionale ad hoc, almeno per adesso (anche se un’ipotesi del genere, pare di capire, sarà comunque oggetto di valutazione a livello tecnico-dirigenziale). Parole dell’assessore alle Politiche del lavoro Gianni Berrino, che ‘La Nazione’ ha interpellato dopo l’intervento del capogruppo di Linea condivisa in...

Sì all’efficientamento delle strutture regionali e provinciali dei Centri per l’impiego, ma nessuna rivoluzione in vista con il ritorno alla filosofia di un’Agenzia regionale ad hoc, almeno per adesso (anche se un’ipotesi del genere, pare di capire, sarà comunque oggetto di valutazione a livello tecnico-dirigenziale). Parole dell’assessore alle Politiche del lavoro Gianni Berrino, che ‘La Nazione’ ha interpellato dopo l’intervento del capogruppo di Linea condivisa in consiglio regionale Giovanni Pastorino, preoccupato dall’idea di un nuovo ‘balletto’ di dirigenti e soprattutto del futuro dei lavoratori impiegati negli attuali Centri. "Il potenziamento delle strutture dei centri per l’impiego, che ora fanno capo alla Regione – spiega l’amministratore – si è reso necessario a seguito del potenziamento delle risorse destinate a una struttura molto importante, chiamata a favorire sempre di più l’incontro fra la richiesta di lavoro e l’offerta disponibile. Una funzione che fino ad ora ha svolto con risultati importanti ma che deve essere adeguata alle necessità del mercato. Nell’immaginario di molti il centro per l’impiego è l’ente deputato a trovare il lavoro, ma la sua funzione, come ho detto, è quella di incrociare domanda e offerta, e per raggiungere grandi numeri sono ovviamente necessarie le condizioni del mercato. Quello che stiamo affrontando è una riorganizzazione resa necessaria dall’incremento delle risorse umane attuato con i vari concorsi statali, che però non cambierà l’assetto attuale del sistema". E’ in questo contesto che si colloca la necessità di allargare gli spazi disponibili anche alla Spezia, con la verifica della possibilità di impiego delle nuove superfici resesi disponibili in via Antoniana, nella palazzina acquisita al patrimonio pubblico con decreto firmato dal direttore dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati. La notizia è stata data nei giorni scorsi dal prefetto Maria Luisa Inversini, che ha precisato che l’immobile è stato assegnato alla Regione proprio in vista del possibile trasferimento in quella sede degli uffici del Centro impiego di via XXIV Maggio. L’immobile in questione – una palazzina disposta su più piani – come si ricorderà era stato confiscato nell’ambito della misura di prevenzione disposta dal Tribunale della Spezia nell’inchiesta che aveva al centro l’ex ‘re dei trasporti’ Trusendi.

F.A.