E’ stata inserita tra i cinque candidati provinciali del Partito democratico nella corsa per le prossime regionali. Una bella responsabilità che Francesca Castagna (nella foto) sta affrontando con grande determinazione portando avanti una la campagna elettorale attenta sul territorio per fare il punto insieme ai cittadini. C’è un tema che ricorre con maggior frequenza? "Indubbiamente l’attenzione è sulla sanità, con tutte...

E’ stata inserita tra i cinque candidati provinciali del Partito democratico nella corsa per le prossime regionali. Una bella responsabilità che Francesca Castagna (nella foto) sta affrontando con grande determinazione portando avanti una la campagna elettorale attenta sul territorio per fare il punto insieme ai cittadini.

C’è un tema che ricorre con maggior frequenza?

"Indubbiamente l’attenzione è sulla sanità, con tutte le preoccupazioni che emergono e anche la paura. In questi giorni purtroppo siamo tornati a parlare di Covid e ne esce un quadro allarmante. Se la prima mandata poteva cogliere di sorpresa adesso ci vorrebbe una struttura immediatamente pronta ad affrontare un eventuale pericolo, ma non è così. Intanto perché sarebbe necessario una maggior forza lavoro che non è stata messa in campo nonostante le richieste. Ma non è soltanto legata all’emergenza la difficoltà della nostra sanità ma a una carenza generale di servizi che non curano più, a partire dai distretti che dovrebbero essere una risorsa preziosa".

Si è molto spesa ultimamente per la difesa dell’Ente Parco di Montemarcello Magra Vara.

"La tutela dell’area protetta vale per un concetto di rispetto ambientale, argomento che forse non è così prioritario per chi prima ne ha proposto l’abrogazione e poi è corso ai ripari delegando le competenze del parco alla Provincia. Un ente che è stato depotenziato e non può avere le adeguate risorse. L’ambiente è legato al rilancio del turismo, un settore che da tempo aspetta che il Distretto della Val di Magra si metta in moto ma che ancora non ha prodotto nulla".

Altrettanto chiaro è il suo ‘no’ al biodigestore di Saliceti.

"Tutti abbiamo l’obiettivo della chiusura del ciclo dei rifiuti ma da raggiungere con criterio. E questo progetto non sta in piedi perché per funzionare deve accollarsi una quantità enorme di rifiuti non prodotta certamente solo dalla nostra Provincia. E poi non va assolutamente trascurato un fattore fondamentale che è quello del rischio che l’impianto potrebbe arrecare alla falda acquifera di Fornola. E stiamo parlando di un bacino idrico che alimenta gran parte della Provincia".

Massimo Merluzzi