In via Landinelli insieme a Mina e al quartetto Cetra

Quando la discoteca apriva di domenica pomeriggio

In via Landinelli insieme a Mina e al quartetto Cetra
In via Landinelli insieme a Mina e al quartetto Cetra

Finita la guerra la città ha iniziato a ballare. C’era la voglia di rinascita e di ritrovare la serenità dopo gli anni grigi e tra le tante idee imprenditoriali che caratterizzarono il sorgere della nuova vita arrivarono anche le sale da ballo. Se ne trovavano un po’ ovunque, tutte gestite a livello familiare: da ’Virgì’ a San Michele sull’Aurelia, nella frazione sarzanese di Nave, fino alla Pineta di Ponzano passando soprattutto dalla ’regina’ Alhambra di via Landinelli a Sarzana, che nel giro di qualche anno sarebbe diventata una delle discoteche più famose del Nord Italia.

La sala da ballo affacciata sullo storico fossato del centro ha ospitato dagli anni Cinquanta nomi di primo piano della musica: Mina, Rita Pavone, il Quartetto Cetra, Gino Paoli, Fred Bongusto solo per citarne alcuni e tante orchestre e giovani gruppi anche locali. Lo spensierato sabato sera dei sarzanesi vestiti eleganti per l’occasione, il ritrovo delle feste di Carnevale per tanti bambini immortalati negli scatti-ricordo dai fotografi professionisti Bruno, Biso e Osvaldo Castagna, si è poi in seguito trasformato in discoteca alternando l’appuntamento per i ’grandi’ il sabato sera e lanciando la moda della domenica pomeriggio.

Due piste sulle quali sono cresciuti dj che hanno fatto la storia: da Checco Bontempi, Ricky Le Roy, Alex Neri, figlio di Dino. Migliaia di giovani e adolescenti entravano all’apertura delle 14 con il sole alto sui palazzi e ne uscivano soltanto alle 19 con il buio, attraversando la città per arrivare puntuali, qualcuno anche barcollando dopo aver bevuto qualche Acquamarina di troppo a metà pomeriggio. Molti di loro afferravano al volo l’ultima in partenza per Spezia o Carrara oppure erano diretti alla stazione ferroviaria per raggiungere Massa, Viareggio e Pisa. Sono sbocciati molti amori, alcuni durati per sempre, grandi amicizie ma anche tante scazzottate. Ma da quelle baruffe puntuali, fissate dalla settimana precedente, che facevano ormai parte dell’arredamento e dell’usanza si è poi scaduti in un percorso simile a quello calcato da tanti locali. Di fatto l’Alhambra resterà comunque nella storia della città e quel nome andaluso ha unito intere generazioni che negli anni Ottanta potevano scegliere anche tra il Lido a Lerici, il Charlie di Bottagna, il Fulli di Sesta Godano, l’Altaluna a Portovenere. Senza poi parlare delle tante opportunità offerte della mitica Versilia oppure dalla Taverna Iori di Aulla fino arrivare successivamente al Kalika e al Duplè che ha segnato l’inizio della nuova versione della discoteca. Sono davvero pochissimi i sarzanesi, alcuni fingono, che possono dire di non aver sceso almeno una volta quella scalinata illuminata che ha rappresentato la gioventù e la spensieratezza. Fino alla chiusura e alla successiva trasformazione in un parcheggio per automobili.

Massimo Merluzzi