Una cittadella dell’energia? Un polo dell’innovazione tecnologica? Macché. Nell’area Enel arriveranno ben presto i container. Il colosso dell’energia tira dritto e, in barba ai tavoli di confronto con il territorio, annuncia la creazione di un deposito doganale nelle future aree dismesse di Vallegrande. Insomma, assieme alla nuova centrale a turbogas (fra una settimana scadranno i termini per la presentazione delle osservazioni nel procedimento di Valutazione di impatto ambientale avviato dal ministero) il rischio è di vedere nelle aree non più utilizzate a scopi energetici, una distesa di contenitori. L’annuncio è arrivato ieri dal direttore di Enel Italia, Carlo Tamburi, con tanto di...

Una cittadella dell’energia? Un polo dell’innovazione tecnologica? Macché. Nell’area Enel arriveranno ben presto i container. Il colosso dell’energia tira dritto e, in barba ai tavoli di confronto con il territorio, annuncia la creazione di un deposito doganale nelle future aree dismesse di Vallegrande. Insomma, assieme alla nuova centrale a turbogas (fra una settimana scadranno i termini per la presentazione delle osservazioni nel procedimento di Valutazione di impatto ambientale avviato dal ministero) il rischio è di vedere nelle aree non più utilizzate a scopi energetici, una distesa di contenitori. L’annuncio è arrivato ieri dal direttore di Enel Italia, Carlo Tamburi, con tanto di cronoprogramma: il sito pilota della Spezia potrebbe essere operativo già fra pochi mesi, all’inizio del 2021. "La realizzazione di una rete di depositi doganali testimonia la vicinanza di Enel alle comunità in cui opera e conferma il nostro impegno nella ricerca di nuove soluzioni per l’utilizzo delle aree e degli impianti che hanno terminato il proprio ciclo di vita e che non verranno più usati a scopi energetici – afferma Tamburi – La costituzione della nuova società oltre a migliorare l’infrastruttura logistica del Paese, legata alla movimentazione e allo stoccaggio delle merci, rappresenterà un esempio concreto di economia circolare grazie al riutilizzo di infrastrutture esistenti e alla creazione di concrete opportunità di sviluppo per il territorio". Enel ha costituito una società ad hoc, con l’obiettivo di realizzare una rete di depositi doganali attraverso il recupero e la riconversione delle aree e delle strutture inutilizzate adiacenti alle centrali elettriche, "situate nelle vicinanze di luoghi strategici come porti, aeroporti e interporti, da destinare a deposito doganale per la logistica, la movimentazione e lo stoccaggio di merci". Assieme a quello spezzino, sarà realizzato un deposito analogo nella centrale di Marzocco a Livorno, nei quali sarà possibile effettuare "lo stoccaggio, la manutenzione e la riparazione dei container oltre alle attività di distribuzione e smistamento e all’eventuale trasformazione in loco delle merci". Una progettualità che però non trova condivisione: dal fronte sindacale ma soprattutto dal Comune della Spezia, con il sindaco Pierluigi Peracchini che non usa mezzi termini per stroncare il piano.

"Assolutamente no. La nostra amministrazione ha deliberato una variazione al Puc grazie alla quale non è possibile non concordare con il Comune cosa fare in quelle aree. Grazie a quella delibera abbiamo riportato al centro gli interessi degli spezzini. Enel deve smettere di agire con arroganza, sprezzante degli interessi dei cittadini e del territorio, mentre dovrebbe iniziare a rispettare la volontà della città e provare a portare seri investimenti in tecnologie avanzate e green, per creare sviluppo, innovazione, e occupazione". E proprio stasera a Palazzo civico si tiene un consiglio comunale straordinario dedicato alla vicenda Enel. "Sulla centrale turbogas abbiamo già espresso la nostra contrarietà. Mi auguro che tutti prendano coscienza che abbiamo fatto di tutto per sbarrare la strada al progetto di Enel, ma che la questione è nazionale e che dal Governo deve arrivare un no al turbogas e al carbone alla Spezia – spiega il sindaco – Non c’è più spazio per le strumentalizzazioni: bisogna smettere di prendere in giro gli spezzini facendo gli ambientalisti a Spezia e mandando avanti il turbogas a Roma".

Matteo Marcello