Supermercati (foto d'archivio Ansa)
Supermercati (foto d'archivio Ansa)

La Spezia, 28 marzo 2020 - Il coronavirus colpisce anche la grande distribuzione organizzata. Due casi scuotono lo Spezzino: una dipendente dell’Ipercoop di Sarzana e un lavoratore dell’Esselunga operante anche nel punto vendita della Spezia sono risultati positivi al Covid-19. A Sarzana, la dipendente – che si trovava in quarantena domiciliare già da 17 giorni, a causa della positività di un familiare – ha comunicato ieri all’azienda la propria positività al virus. Dato il grande lasso di tempo trascorso tra l’ultimo giorno di lavoro e l’accertata positività, alla Coop non è stato chiesto di attivare protocolli straordinari, come l’ulteriore sanificazione degli spazi.

La stessa Asl "non ha ritenuto di mettere in quarantena ulteriori lavoratori" fa sapere l’azienda. "Quando si è fermata a casa – spiega Maurizio Fasce, responsabile del personale ipermercati – la collega ci ha immediatamente informati di avere un familiare positivo, quindi abbiamo provveduto di nostra volontà a effettuare una sanificazione straordinaria degli uffici dell’ipermercato dove la signora lavorava. Abbiamo anche allertato i colleghi che lavoravano con lei e nessuno ha manifestato sintomi, grazie alle disposizioni, subito adottate dalla nostra cooperativa, di mantenere il distanziamento di almeno un metro nelle sedi di lavoro. Alla lavoratrice porgiamo i nostri migliori auguri di pronta guarigione. Visto l’elevato numero di contagi nella nostra regione e il numero ancora più elevato di persone che sono entrate in contatto con i positivi, ma non hanno ancora effettuato il tampone, è probabile che situazioni analoghe si possano ripetere, e se accadrà ne daremo notizia con tempestività e trasparenza".

L’altro caso riguarda un lavoratore dell’Esselunga che nelle scorse settimane aveva diviso la propria attività lavorativa tra i punti vendita della Spezia – dove l’ultimo giorno di lavoro risalirebbe al 14 marzo – e di Carrara, dove avrebbe lavorato nei giorni successivi. L’Asl toscana ha disposto la sanificazione del punto vendita di Carrara: azione, questa, che i sindacati in coro hanno richiesto anche per il punto di vendita alla Spezia. Proprio i sindacati, alla luce degli episodi che hanno riguardato la grande distribuzione, pongono l’accento sulla necessità di approntare protocolli più stringenti che prevedano anche una maggiore velocità nell’analisi dei tamponi. "È chiaro che c’è forte preoccupazione, i lavoratori stanno facendo grandi sacrifici in questo periodo difficile – commenta il segretario provinciale della Uiltucs, Marco Callegari –. Più volte ci siamo attivati a tutti i livelli affinché siano garantiti ai dipendenti tutti i dpi del caso, così come non sono mancati gli appelli affinché ai lavoratori venissero garantiti i turni di riposo. Chiediamo alla Regione una modifica degli orari della grande distribuzione".

«Stiamo monitorando quotidianamente la situazione – aggiunge Mirko Talamone di Fisascat Cisl –. L’impegno degli addetti è encomiabile ma è causa di forte stress, per questo chiediamo alla Regione di rivedere gli orari di apertura". Per Luca Comiti, segretario di Filcams Cgil, servirebbe un protocollo "più rigido e che garantisca maggiori tutele al lavoratore: tra l’esecuzione del tampone e l’esito passano troppi giorni, e il contagio rischia di veicolarsi ulteriormente".
 

Matteo Marcello
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