Coronavirus
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La Spezia, 26 febbraio 2020 - Non solo le cure sanitarie e le premure mirate all’assistenza nei confronti del primo spezzino colpito dal Covid-19, ricoverato al Sant’Andrea. C’è un lavoro ad ampio raggio, che già da ieri sera sta impegnando la Protezione civile regionale e il Dipartimento di prevenzione di Asl5: quello per ricostruire nel dettaglio gli ultimi quattordici giorni del 54enne residente in Val di Vara, ritessendo spostamenti e incontri del ‘paziente zero’ spezzino.

L’obiettivo? Individuare tutte quelle persone che nelle ultime due settimane possano essere state a stretto contatto con il cinquantenne, e che dunque sono considerate potenzialmente a rischio contagio. Amici, famigliari, colleghi di lavoro, e tutte quelle persone che negli ultimi tempi sono stati maggiormente vicine all’uomo. E poi, indagare i luoghi maggiormente frequentati dall’uomo. Il primo provvedimento è stato preso già ieri sera, a stretto giro di posta, dal sindaco del Comune della Val di Vara dove l’uomo risiede da tempo: tutta la famiglia del cinquantenne è stata sottoposta a isolamento obbligatorio nella propria abitazione, e sarà monitorata dagli specialisti di Asl5.

Sarà però un’indagine più ampia e che non si ridurrà allo Spezzino, quella volta a ricostruire la ‘catena epidemiologica’, realizzata dalla Protezione civile regionale guidata dall’assessore Giacomo Giampedrone e dagli specialisti di Asl5: un compito delicato e allo stesso tempo impegnativo, vuoi per il lavoro esercitato dal professionista, che lo porta a operare regolarmente in varie zone della provincia così come alla Spezia, vuoi per la grande passione per la musica che lo porta spesso in giro per l’Italia assieme al suo complesso musicale, uno dei più celebrati e stimati non solo della nostra provincia, tanto da venire assoldato regolarmente da discoteche e club del nord Italia. In entrambi i casi, si tratta comunque di attività che lo portano molto a contatto con il pubblico.

Proprio l’ipotesi più accreditata dalla task force regionale è che l’uomo abbia contratto il virus a Codogno, durante uno dei concerti della sua band, così come è certo che dopo l’evento lodigiano dello scorso 16 febbraio al Dancing Impero, il musicista con la sua orchestra abbia continuato il proprio tour. Un particolare che non sarà sicuramente sottovalutato dalla task force regionale impegnata nell’indagine epidemiologica tesa a ricostruire le ultime due settimane del musicista per andare a individuare quelle persone rimaste a stretto contatto con il cinquantenne.
 

Il sito internet del complesso musicale è puntuale nel dettagliare tutti gli appuntamenti di febbraio: venerdì 21 l’appuntamento con la band era a Mantova. Il giorno dopo, sabato, ecco l’evento di Valdengo, in provincia di Biella. Proprio ieri, invece, era in programma un altro appuntamento, a Felina, in provincia di Reggio Emilia. Una volta circoscritto il quadro dei luoghi e delle persone interessate, per la task force sarà possibile avviare il monitoraggio e, se necessario, obbligare all’isolamento nelle proprie abita zioni i ‘casi’ ritenuti più esposti al rischio di un contagio. Intanto, crescono nello Spezzino le persone sottoposte a sorveglianza attiva: sono 84. In tutta la Liguria sono 347: 25 nell’Imperiese, 165 nel Savonese, 40 nel Genovese e 33 nel Chiavarese.
 

Matteo Marcello
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