Abusi su bimba (Foto di archivio)
Abusi su bimba (Foto di archivio)

La Spezia, 10 settembre 2019 - In principio fu un gesto di solidarietà: l’accoglimento in casa di un amico alle prese col problema di trovare un alloggio. La ‘contropartita’ concordata era stata quella di fare da baby sitter alla figlioletta di 4 anni della coppia, quando i genitori erano assenti: lui per sbarcare il lunario con lavoretti saltuari, qua e là; lei, invece, occupata nel mondo della ristorazione.

Sullo sfondo, una situazione di disagio, attenzionata dai servizi sociali del Comune della Spezia, che è poi approdata alla rivelazione-choc della mamma: «Mia figlia è stata oggetto di molestie sessuali da parte dell’uomo a cui avevamo dato ospitalità».

Quanto è bastato per dare corso al procedimento penale e a far scattare le misure di tutela: mamma e figlioletta ospitate in una struttura protetta, mentre per il papà si è aperto il percorso della disintossicazione dalla dipendenza dell’alcol. I contorni della vicenda, risalenti al giugno scorso, sono emersi ieri nell’incidente probatorio che ha preso il via davanti al gip Fabrizio Garofalo nella prospettiva di raccogliere la testimonianza della piccola.

Primo passaggio: accertare la capacità della piccola di apprezzare la realtà e di riferire sulla stessa. Di qui il conferimento dell’incarico alla psicologa Jolanda Stefani.

Nel frattempo la mamma della piccola si è costituita in giudizio attraverso l’avvocato Matteo Vicini. Convinzione ferrea la sua, sulla base delle asserite confidenza della piccola, che aveva lamentato la «bua» nelle parti intime. L’onere difensivo dell’indagato è stato assunto dall’avvocato Paola Lazzoni, ieri sostituita in aula dalla collega Sara Gianni.

La tesi difensiva è che sono stati equivocati dei semplici giochi e che alla base della denuncia della mamma della piccola ci fu la volontà di togliersi di torno l’uomo, divenuto un impiccio nella piccola abitazione. Per la mamma della piccola, si trattò, invece, di palpeggiamenti proibiti, del tradimento dell’amicizia da parte dell’uomo che era stato accolto in casa per venire incontro alle sue esigenze abitative. Di sicuro il pm Federica Mariucci vuole andare fino in fondo alla storia. Per questo ha promosso l’incidente probatorio che prossimamente approderà all’acquisizione della testimonianza della piccola sui fatti incriminati; accadrà nell’aula protetta, fra bambole e giochi, per mettere la bimna a suo agio, con l’assistenza della psicologa, chiamata a fare da ‘cerniera’ alle domande parti, schermate dallo specchio riflesso che permetterà loro di vedere la piccola e a questa di restare ignara dell’obiettivo reale del gioco.

Corrado Ricci