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21 giu 2022

Vandalizza il "Cavallino" Non potrà più avvicinarsi

Il questore Antonio Mannoni firma il "Daspo Willy" per l’argentino di 40 anni. Gli aveva segato le gambe con un’ascia. Poi aveva esposto la svastica

21 giu 2022
Due poliziotti di fronte al «Cavallino» eretto in onore del 4° Stormo
Due poliziotti di fronte al «Cavallino» eretto in onore del 4° Stormo
Due poliziotti di fronte al «Cavallino» eretto in onore del 4° Stormo
Due poliziotti di fronte al «Cavallino» eretto in onore del 4° Stormo
Due poliziotti di fronte al «Cavallino» eretto in onore del 4° Stormo
Due poliziotti di fronte al «Cavallino» eretto in onore del 4° Stormo

Il questore di Grosseto Antonio Mannoni ha emesso un provvedimento di divieto di accesso alle aree urbane nei confronti di un uomo, quarantenne di origini argentine, per i diversi episodi di vandalismo avvenuti alla statua del Cavallino a Marina di Grosseto, simbolo del 4° Stormo. In più occasioni un uomo, sul lungomare Leopoldo II di Lorena, lo aveva danneggiato gravemente con un’ascia e una smerigliatrice angolare, generando una situazione di panico tra le molte persone che transitavano in quel luogo. In un’altra occasione, nella giornata dedicata alla Festa della Liberazione, il 25 aprile, aveva esibito un’asta di legno, alta 2 metri circa, alla cui estremità superiore era fissata una svastica in legno di colore rosso, così da far propaganda ad idee fondate sulla discriminazione razziale. Due gli ultimi episodi che hanno visto protagonista la statua, imbrattata con lo spray. I carabinieri stanno indagando per capire se si tratta della stessa mano. Con il provvedimento di divieto di accesso alle aree urbane che è stato notificato ieri, il questore, su proposta della Divisione Anticrimine della Questura di Grosseto, ha disposto per l’uomo "il divieto per 2 anni di accedere e stazionare nelle vicinanze degli esercizi commerciali per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, di intrattenimento musicale e danzante, che si trovano sul Lungomare Leopoldo II di Lorena, a Marina di Grosseto".

Se non rispetterà il provvedimento di divieto, l’uomo rischia una condanna da sei mesi a due anni di reclusione oltre ad una multa da un minimo di 8mila ad un massimo di 20mila euro. Il divieto di accesso alle aree urbane trae origine nel 2017 quando furono introdotte due misure di prevenzione, in materia di sicurezza delle città volte alla tutela della sicurezza di determinati luoghi, e in particolare locali pubblici o aperti al pubblico, ed esercizi pubblici, tali misure di prevenzione sono state poi oggetto di incisive modifiche ad opera del Decreto Legge 130 del 2020. Com’è noto, tali ultime novità normative sono intervenute a seguito di un tragico episodio di c.d. "movida violenta", che ha destato particolare allarme nell’opinione pubblica. Il riferimento è all’omicidio del ventunenne Willy Monteiro Duarte, avvenuto a Colleferro nella notte del 6 settembre 2020. I provvedimenti di divieto di accesso alle aree urbane di competenza esclusiva del Questore, in quanto Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza, sono misure di prevenzione personali, che si prefiggono lo scopo di prevenire il reiterarsi di comportamenti violenti e di particolare allarme sociale. Dall’inizio dell’anno sono 5 i provvedimenti di divieto di accesso alle aree urbane adottati dal Questore, dato questo in forte crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno 2021.

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