Una razza da rilanciare: "Il cavallo maremmano può avere un grande futuro"

In venti anni le nascite sono più che dimezzate e si sono persi quasi 100 allevatori. E’ un controsenso, perché con il tempo le sue caratteristiche sono addirittura migliorate .

Figlio della sua terra. La Maremma. Terra che ad oggi sembra voglia chiuderlo in un cassetto e lasciarlo lì, pensandolo come un vecchio amico o come colui che ha reso più bella ogni foto, cartolina, immagine. Il gladiatore della Maremma. Simbolo solenne, forte, resiliente e nobile, d’animo sopratutto. E’ il cavallo maremmano.

Questa razza equina c’è, anche se sembra essere avvolta da un mantello che lo rende invisibile tanto da far dimenticare quanto sia stato importante per la storia del nostro territorio. Il buon amico della transumanza si è evoluto negli anni, diventando un ottimo sportivo. Nonostante i miglioramenti, sia morfologici che caratteriali, sta affrontando momenti difficili.

Totalmente fuori dal mercato, escluso dalle scelte equestri. Fa eccezione l’utilizzo per le passeggiate e la disciplina della monta da lavoro. Sono poco utilizzati per le altre discipline come dressage, salto ostacoli, completo, edurance per citarne alcune. Anche se i pochi esemplari utilizzati risultano avere risultati tutt’altro che marginali. Perché non utilizzarlo?

Poi c’è Anam, la grande famiglia del cavallo maremmano, che gestisce il Libro Genealogico e svolge la sua attività di selezione su tutto il territorio nazionale per poi promuovere e attuare iniziative di miglioramento, valorizzazione e diffusione. L’Anam mostra come negli anni siano calati gli allevatori e di conseguenza anche le nascite. Dunque sorgono vari interrogativi e la direttrice Anam Paola Tonelli ed il componente della commissione tecnica Luca Merelli accolgono il grido di Claude Wellens per riportare in auge il cavallo maremmano.

"I cavalli ci sono – spiega Tonelli – e sono di qualità migliore. Ma siamo usciti dal gioco. Serve un trampolino di lancio, che potrebbe arrivare con dei contributi per incentivare e invogliare le persone verso la razza maremmana. Da parte di Anam c’è una grande selezione ma sopratutto attenzione alla razza monitorata e migliorata negli anni, su più fronti. Adesso dobbiamo piazzarli sul mercato, abituare gli allevatori e trovare figure professionali che si occupino dell’addestramento dopo la doma".

"È il momento ideale per inserirlo nel mercato – dice Merelli –. Dobbiamo incrementare le nascite, facilitando gli allevatori. Poi non ci sono addestratori. Chi lo ha addestrato, lo tiene, non lo vende. Riqualifichiamo questa figura professionale facendogli avere sbocchi lavorativi. È un cavallo multi attitudinale, adatto all’agonismo amatoriale. Per non sciupare il mercato non dobbiamo commettere gli errori del passato. Il mio sogno è che chiunque voglia avvicinarsi all’equitazione compri un cavallo maremmano".

Il cavallo maremmano c’è, in attesa di una rivoluzione da... cavalcare.