Trenta centimetri di neve sull’Amiata e seggiovie ferme. Il silenzio assordante che in questi giorni sta avvolgendo l’Amiata è il commento più forte, duro e beffardo degli ultimi inverni. Quest’anno gli impianti di risalita si sarebbero potuti riaprire l’8 dicembre (data che storicamente dà l’avvio della stagione invernale), la neve naturale sommata a quella artificiale che forse si potrà produrre nei prossimi giorni avrebbe potuto consentire l’inaugurazione della stagione sciistica e avrebbe fatto da...

Trenta centimetri di neve sull’Amiata e seggiovie ferme. Il silenzio assordante che in questi giorni sta avvolgendo l’Amiata è il commento più forte, duro e beffardo degli ultimi inverni. Quest’anno gli impianti di risalita si sarebbero potuti riaprire l’8 dicembre (data che storicamente dà l’avvio della stagione invernale), la neve naturale sommata a quella artificiale che forse si potrà produrre nei prossimi giorni avrebbe potuto consentire l’inaugurazione della stagione sciistica e avrebbe fatto da apripista a un bel Natale. Niente di tutto questo, la realtà è un’altra e l’ultimo Dpcm parla di impianti fermi, almeno fino a metà gennaio.

"La sensazione era nell’aria – commenta Roberto Fabiani, direttore scuola di Sci Amiata Ovest e consulente della Isa Impianti –. Soprattutto negli ultimi giorni avevamo percepito che l’apertura degli impianti di risalita era sempre più lontana".

La neve, che difficilmente cade in questo periodo, ha prima entusiasmato professionisti e sciatori poi è arrivata la beffa. "Per la nostra scuola di sci – commenta – lavorare sotto Natale equivale a un 30% del fatturato annuo, oltre al fatto che chi viene a sciare per Natale, poi ritorna anche durante l’inverno".

Nessuno sull’Amiata sta con le mani in mano. "Noi continuiamo a lavorare per essere preparati al momento della riapertura – conclude – l’obiettivo è essere pronti, su tutti i fronti, ad essere operativi non appena sarà possibile. Se le condizioni lo permetteranno sarà prodotta anche neve artificiale".

Incomprensibile per il sindaco di Castel del Piano, Michele Bartalini come sia possibile paragonare le stazioni sciistiche più piccole (come può essere l’Amiata) con i comprensori più grandi. "Abbiamo appreso con un po’ di stupore – commenta Bartalini – la chiusura generale degli impianti di risalita. Le condizioni che caratterizzano i nostri impianti sono assai diverse da quelle dei grandi comprensori sciistici, abbiamo già dimostrato in estate che potremmo far rispettare le misure di sicurezza contro il contagio".

Prima dell’ultimo Dpcm i comuni di Castel del Piano, Seggiano e Abbadia San Salvatore avevano avuto un incontro con il presidente della Regione Toscana. "Avevamo chiesto, in accordo anche con gli operatori della montagna, aiuto alla Regione – conclude Bartalini –, adesso la situazione è cambiata di nuovo e dovremo di nuovo studiare altri strumenti di sostegno". Amministratori comunali, operatori della montagna e professionisti del turismo stanno dialogando per capire come procedere in maniera compatta dinanzi a un inverno molto incerto.

Nicola Ciuffoletti