MAURIZIO COSTANZO
Cronaca

Sorpresi con 65 chili di ricci di mare: maxi multa da 6mila euro

I tre uomini sono stati colti sul fatto in piena notte sul litorale di Pratoranieri, i ricci sono stati sequestrati e rigettati in mare

Controlli sui ricci di mare

Controlli sui ricci di mare

Grosseto, 10 marzo 2023 - Maxi sequestro di ricci di mare da parte della Guardia di Finanza di Follonica. Nel corso di un servizio notturno di controllo economico del territorio sul litorale di Pratoranieri, in provincia di Grosseto, i militari hanno individuato tre persone in possesso di circa 65 chilogrammi di ricci di mare, per la maggior parte pescati di frodo. I tre uomini sono stati colti sul fatto mentre, in piena notte, caricavano sull’auto due vasche nelle quali erano stipati oltre 1.600 esemplari ancora vivi. Nel bagagliaio era contenuta anche l’attrezzatura per la pesca subacquea utilizzata per la raccolta in mare dei ricci. La pesca dell’Echinoidea, comunemente detto riccio di mare, è rigorosamente regolamentata sia riguardo al periodo di pesca che alla quantità di raccolta consentita, che non può superare i 50 esemplari a persona, ben inferiore quindi al quantitativo rinvenuto in possesso dei tre pescatori. Il pescato illecito era destinato al mercato pugliese dove avrebbe fruttato un guadagno in nero di circa 2.000 euro. Com’è noto, il riccio di mare (Paracentrotus lividus) è in via di rapida rarefazione nei mari, a causa del pesante prelievo a fini gastronomici, tant'è che sempre più ristoratori in molte parti d’Italia, giustamente, per preservarli dal rischio estinzione li escludono dai propri menù. Il surriscaldamento globale e le temperature sempre più alte dei mari continuano a mettere a rischio i ricci come altre vite marine.

La situazione è davvero grave e necessita forti misure di salvaguardia, e in questo senso risulta importantissima l’attività messa in atto dalla Guardia di Finanza di monitoraggio dei mari e della pesca, per porre un freno alla razzia dei ricci di mare. Per quanto riguarda i ricci sequestrati a Pratoranieri sono stati immediatamente sequestrati e subito rigettati in mare con l’ausilio della locale Guardia Costiera, scongiurando ulteriori danni al delicato ecosistema della costa e contribuendo alla ripopolazione delle colonie marine. Ai responsabili della pesca di frodo, oltre al sequestro delle attrezzature da pesca, sono state contestate sanzioni amministrative per un totale di 6.000 euro. L’attività, svolta a tutela dell’ambiente e della salute del consumatore, contribuisce a salvaguardare l’economia legale della filiera della pesca marittima regolare e la biodiversità dell'ecosistema marino.