"La questione dell’apertura o chiusura degli uffici postali è argomento sempre molto sentito, dai lavoratori, dai cittadini e dalla politica. Noi abbiamo sempre pensato alla salute dei lavoratori, alla loro tutela, a quelli che non si sono mai fermati e che ogni giorno hanno continuato a lavorare al pubblico mentre la...

"La questione dell’apertura o chiusura degli uffici postali è argomento sempre molto sentito, dai lavoratori, dai cittadini e dalla politica. Noi abbiamo sempre pensato alla salute dei lavoratori, alla loro tutela, a quelli che non si sono mai fermati e che ogni giorno hanno continuato a lavorare al pubblico mentre la maggior parte dei cittadini era al sicuro nella propria abitazione". Inizia così Roberta Gianninoni, segretaria generale di Slc Cgil Grosseto riguardo alla questione degli uffici postali.

"Adesso però la situazione è cambiata – prosegue –. Non che sia finita l’epidemia, ma è cambiato il contesto. Non ci sono più i problemi di approvvigionamento iniziali di gel o mascherine. Stupisce quindi la volontà di tenere ancora chiusi o razionalizzati alcuni uffici postali. A rimetterci, oltre che i cittadini, sono i lavoratori. Infatti i titolari degli uffici si ritrovano con aperture ridotte ma non con utenza ridotta. Questo significa che nei giorni di apertura servono un gran numero di clienti, clienti che formano lunghe file, spesso sotto al sole e con temperature che ora sono quasi proibitive". Roberta Gianninoni prosegue il suo deciso intervento: "Gli uffici completamente chiusi al momento in provincia di Grosseto sono due: Grosseto 5 al Casalone e Follonica 2 via Cimarosa – chiude – In questo assetto non riusciamo a non vedere un disegno aziendale che va al di là dell’emergenza Covid, fatto per mascherare una carenza di personale mai ufficialmente dichiarata e che potrebbe portare a chiusure e razionalizzazioni definitive, con inevitabili perdite di posti di lavoro e servizi per i cittadini".