Multe annullate dal giudice di pace
Multe annullate dal giudice di pace

Grosseto, 30 april 2015 - Equitalia condannata al pagamento delle spese processuali, per un procedimento che si è svolto di fronte al giudice di pace di Grosseto, attivato da un residente di Castiglione della Pescaia che si è visto arrivare un accertamento da quasi quattromila euro per due multe non pagate. Due infrazioni stradali: la prima, però, risaliva addirittura al 1998 e riguardava un verbale di 587 euro dei carabinieri di Marina, mentre l’altra risaliva al 2007 e riguardava un accertamento della Polstrada da 70 euro. Le cartelle esattoriali erano state emesse nel 2001 e nel 2009 e come avviene in questi casi le somme dovute erano lievitate con un tasso di interesse annuo pari al venti per cento (fino alla trasmissione a ruolo al concessionario).

Con gli interessi, però, come si è accorto il castiglionese, maturano anche i termini della prescrizione. E in questo caso i tempi sono stati più che sufficienti per chiedere di annullare tutto.

Equitalia non è stata d’accordo da subito e ha chiesto l’inammissibilità del ricorso, ritenuto peraltro tardivo. Anche la Prefettura si è poi costituita in giudizio e la vicenda è stata affrontata in udienza di fronte al giudice di pace Adriano Simonetti, il quale ha deciso che, poiché sono trascorsi addirittura 14 e 6 anni dalla data di emissione delle cartelle, trovano pienamente applicazione i termini previsti per la prescrizione. Il giudice si spinge oltre e arriva a definire «per lo meno singolare» che un ente pubblico in tutti questi anni «non abbia intrapreso nei confronti dell’opponente un’azione volta alla riscossione delle somme dovute». Non risulta infatti che il pagamento di quelle due sanzioni e delle more successive sia stato sollecitato neppure alla stessa Equitalia.

Un’inadempienza che, essendo passate in prescrizione le due multe, avrebbe provocato, secondo il giudice, un danno erariale che dovrà essere valutato dalla Corte dei Conti, cui il giudice ha inviato gli atti. Pienamente accolta la tesi del multato involvente, quindi, che si è visto annullare per prescrizione le cartelle esattoriali inevase, le spese di giudizio, determinate in duemila euro, vengono assegnate tutte a carico di Equitalia.

C’è però anche una condanna per il castiglionese, che si trova adesso a dover pagare 500 euro nei confronti della Prefettura per la tardività della sua opposizione contro la maggiorazione delle due sanzioni.