Lupi (foto di archivio)
Lupi (foto di archivio)

Grosseto, 20 febbraio 2019 - Aveva dichiarato di essere stato aggredito da due lupi in Maremma ma era tutto inventato. È quanto emerso dagli accertamenti effettuati dai carabinieri forestali della stazione di Paganico, coadiuvati dalle stazioni forestali di Roccastrada, Grosseto e di Somma Marittima, dal Nipaaf, dalla sezione operativa antibracconaggio di Roma e dal nucleo operativo di Grosseto. L'uomo, che in realtà era stato morso da un cane, è stato quindi denunciato per procurato allarme. Fin da subito, spiegano i carabinieri forestale della Toscana, «sono emerse forti contraddizioni nel racconto della presunta vittima e delle altre persone informate dei fatti, dopo che l'episodio era stato ampiamente riportati sulla stampa locale e nazionale». I fatti accertati sono diversi.

L'uomo, quel sabato 26 gennaio, non era da solo a passeggiare nei boschi, ma partecipava a una battuta di caccia alla volpe insieme ad altri cacciatori. L'uomo, tuttavia era senza fucile, poichè il porto d'armi risultava già sospeso a seguito di denuncia subita qualche tempo prima per uccisione di fauna protetta«. L'uomo, sempre secondo quanto riferito dai militari, nel tentativo di aiutare i colleghi cacciatori a caricare i cani sugli automezzi è stato morso da uno di questi, regolarmente detenuto e vaccinato. »Resta da chiarire perchè lo stesso abbia dichiarato - dicono i carabinieri - di essere stato morso da lupi, ingannando anche i medici, poichè non esiste nemmeno una esauriente documentazione medica sulle ferite provocate da questi animali, data la rarità dell'evento«. Oltre ad aver creato allarme ingiustificato, il caso è rimbalzato su tutti i giornali d'Italia, l'uomo ha inoltre costretto l'elicottero Pegaso a fare un lungo e costoso viaggio notturno per portare in urgenza i vaccini a Grosseto.

ENPA - «Porre fine alla campagna terroristica che alcune associazioni di categoria, alcuni politici e alcuni rappresentanti istituzionali hanno da tempo lanciato contro i lupi. E, al tempo stesso, rafforzare il regime di protezione dei lupi, tutelandoli anche dalle aggressioni delle bufale». È quanto chiede l'Ente Nazionale protezione Animali dopo che i carabinieri hanno clamorosamente smentito il cacciatore che aveva denunciato di essere stato aggredito da due lupi nel Grossetano. «Dunque - prosegue l'Enpa - nella zona di Grosseto non c'è stata alcuna aggressione di lupi ai danni delle persone, così come nel resto della Toscana o in altre regioni italiane. Nel nostro Paese, dunque, non c'è alcun problema di ordine pubblico relativo alla presenza del lupo. C'è invece una evidente criticità legata al dilagare dell'allarmismo antiselvatici e al clima di paura e terrore alimentato ad arte da chi vuole avere la licenza di uccidere. Di uccidere i lupi, certo, ma anche gli orsi, i cinghiali, le nutrie, i daini, gli storni». Per quanto riguarda il caso in questione, Enpa auspica che vi siano conseguenze non soltanto dal punto di vista penale, l'uomo è indagato per il reato di procurato allarme, ma da uno patrimoniale. L'Ente Nazionale Protezione Animali, che chiede agli inquirenti di valutare anche la posizione degli altri partecipanti alla battuta di caccia, ha dato mandato al proprio ufficio legale di assumere ogni opportuna iniziativa contro il cacciatore da cui è partita la «bufala» della finta aggressione.