
I carabinieri hanno collaborato con l’Ispettorato del lavoro (foto d’archivio)
Lavoro nero nelle vigne per la vendemmia. E operai impiegati fra i filari che non avevano neppure il permesso di soggiorno. Tutti utilizzati nella stessa azienda vitivinicola a cui la manodopera era stata fornita da ditte specializzate appunto nel settore. L’operazione contro il caporalato, condotta dall’Ispettorato del lavoro di Siena, ha sollevato il velo su una situazione di gravi irregolarità che ha portato alla sospensione di due imprese grossetane.
Le cifre parlano da sole. Su 50 operai agricoli impiegati da due ditte diverse, che erano intenti a lavorare nelle vigne senesi, ben 16 erano privi di un regolare contratto e quattro senza permesso di soggiorno. Dei 16 lavoratori in nero quattro vivevano nei Cas in provincia di Grosseto. Altrettanti, senza permesso di soggiorno, erano in sostanza richiedenti asilo fatti lavorare prima di 60 giorni dal loro arrivo. Fondamentale per la buona riuscita dell’ispezione è stata la collaborazione dei mediatori culturali dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Qualche operaio, infatti, era tentato di allontanarsi ma grazie alla presenza di questi ultimi non l’ha fatto. Le aziende a cui appartengono sono ditte che di solito forniscono pacchetti di manodopera di qualità. Hanno immediatamente pagato la prima parte delle sanzioni elevate per poter continuare a lavorare nelle vigne, assolvendo per esempio all’obbligo della visita medica, dove mancante, a tempo di record. I controlli proseguono.
"L’ennesimo caso di sfruttamento e caporalato è lo spaccato di un’economia primaria sofferente. Sfruttati nei campi, nelle vigne del nostro prodotto agricolo più conosciuto ed apprezzato nel mondo, il Chianti", dice Mirko Borselli , segretario generale di Flai Cgil Toscana. "L’ennesimo caso di caporalato – continua – dimostra altre dinamiche conosciute su cui è necessario intervenire: il sistema degli appalti dietro cui si maschera sfruttamento, caporali che spesso reclutano lavoratori extracomunitari nei Cas spostando la manodopera verso regioni vicine seguendo le diverse fasi stagionali delle colture". "Condanniamo in maniera netta quanto accaduto – tuona il segretario del Pd Toscana e deputato dem Emiliano Fossi – come condanniamo tutti gli episodi che stanno emergendo in Italia".
Laura Valdesi