VIOLA BERTACCINI
Cronaca

L’impegno di Protemare. Cervia, il canale liberato dalla barriera di sabbia

La foce è rimasta ostruita per mesi e i diportisti non potevano uscire. Baiocco: "Iter molto complesso. Ringraziamo Arpat, Genio civile e Comune".

L’impegno di Protemare. Cervia, il canale liberato dalla barriera di sabbia

E’ stata rimossa la barriera di sabbia alla foce del canale Cervia che ostruiva il passaggio alle imbarcazioni dei soci diportisti. Una situazione di disagio che spesso si presenta alla foce del canale, arrivata però al limite lo scorso autunno, registrando un’ostruzione del canale di decine di metri. Il canale Cervia da oltre trent’anni è sede del circolo nautico Protemare che riunisce oltre 100 soci che ormeggiano lì le loro imbarcazioni.

"Si erano già avute difficoltà negli anni scorsi – spiega il presidente dell’associazione Protemare, Gianni Baiocco –, ma la crisi pesante si è presentata lo scorso autunno, quando forti mareggiate hanno ammassato nel tratto finale della foce un enorme accumulo di posidonia oceanica, ostruendolo completamente per decine di metri. L’abbondanza di posidonia spiaggiata testimonia la salute del nostro mare, il problema diventa la sua rimozione una volta spiaggiata, che è regolata da leggi e regolamenti, talvolta non chiari e anche da costi non indifferenti. Nel nostro caso per ottenere i permessi necessari sono occorsi oltre quattro mesi. Alla fine un intervento chiarificatore dell’Arpat, a cui vanno i nostri ringraziamenti, ha permesso di dare il via ai lavori per liberare la foce". Evidenzia poi le difficoltà burocratiche che stanno rendendo difficile portare avanti i piccoli approdi e la piccola nautica. "Dopo poche settimane altre forti mareggiate hanno accumulato un banco di sabbia sul tratto finale della foce – dice ancora il presidente –: solo 40 o 50 centimetri di spessore per pochi metri di lunghezza. Per rimuovere questo piccolo accumulo, che ha richiesto poco meno di tre ore di intervento di un escavatore, sono occorsi quasi due mesi di tempo. Se la Protemare fosse stata una piccola impresa avrebbe dovuto cessare l’attività non potendo garantire gli ormeggi in tempi ragionevoli agli utenti, con una perdita economica e occupazionale. Se la foce è stata liberata entro la metà di luglio, è grazie alla collaborazione, la rapidità e la disponibilità dei dirigenti e dei funzionari del Genio civile e del Comune di Follonica. È necessario però snellire questi processi burocratici e renderli facilmente gestibili, ma soprattutto proporzionate alle reali esigenze".