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18 mag 2022

"L’immobilismo ucciderà la nostra laguna"

I consiglieri di "Alternativa Orbetello" attaccano Comune e Regione. "Burocrazia inaccettabile, serve una gestione diversa"

18 mag 2022
Laguna e alghe, un binomio che andrebbe scisso (Foto Luciano Salvatore)
Laguna e alghe, un binomio che andrebbe scisso (Foto Luciano Salvatore)
Laguna e alghe, un binomio che andrebbe scisso (Foto Luciano Salvatore)
Laguna e alghe, un binomio che andrebbe scisso (Foto Luciano Salvatore)
Laguna e alghe, un binomio che andrebbe scisso (Foto Luciano Salvatore)
Laguna e alghe, un binomio che andrebbe scisso (Foto Luciano Salvatore)

In laguna la situazione delle alghe inizia a preoccupare sul serio. Anche San Biagio ha dovuto fare i conti con la massa verde che si sta sviluppando, e infatti il battello che ogni anno trasporta i resti del santo da Ansedonia a Orbetello ha dovuto scegliere un percorso più breve per non avventurarsi dove le alghe avrebbero rischiato di bloccare il motore. Eppure, al momento è tutto fermo. Compreso il pompaggio, che sebbene rappresenti poco più di un leggero sollievo per le acque, è sempre stato quantomeno il primo passo per disinnescare l’escalation. Insomma, le condizioni della laguna non sono cambiate rispetto agli anni Novanta, e dopo venti anni di commissariamento e dieci di accordi di programma ancora non si intravede una soluzione. E neppure chi dovrebbe trovarla. L’ente laguna si è arenato in Parlamento anni fa, a settembre l’accordo attuale scade e nessuno sa ancora cosa succederà dopo. "Si vedono già i primi fenomeni di anossia – affermano dal gruppo Alternativa Orbetello –. È necessario procedere immediatamente all’attivazione del ricambio forzato dell’acqua, ma la delega di ogni responsabilità da parte dell’amministrazione comunale alla Regione ha imposto un’eccessiva burocratizzazione, che ha portato alla totale inefficienza nella gestione di un ecosistema che ha invece bisogno di decisioni veloci". I natanti che dovrebbero provvedere alla risospensione dei sedimenti sono inadeguati e malfunzionanti. Uno è rotto da anni. La prassi di rinnovare i bandi ogni anno non assicura una continuità di interventi e incappa ogni volta nei ritardi dovuti alla burocrazia. Oltretutto, la risospensione era stata pensata come metodo per l’inverno, ovvero per prevenire la formazione delle alghe. Ma dopo la morìa del 2015, il Comune ha ceduto il timone alla Regione, e da allora ogni iniziativa prima di partire deve passare per Firenze. "È ormai palese che la giunta Casamenti ha scelto di lavarsene le mani – accusano dal gruppo di minoranza – perché delegare evita di fare e quindi anche di sbagliare. Ma questa mancanza di iniziativa può essere ormai a buon diritto annoverata tra le cause che hanno ridotto la laguna in questo stato".

Riccardo Bruni

© Riproduzione riservata

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