La rivolta dei pescatori Sirene spiegate contro l’Europa "Impone regole assurde"

A Monte Argentario a rischio un centinaio di posti di lavoro nell’attività di pesca a strascico. Di Loreto (Coldiretti): "Dobbiamo impegnarci da subito per impedire questo scempio".

La rivolta dei pescatori  Sirene spiegate contro l’Europa  "Impone regole assurde"
La rivolta dei pescatori Sirene spiegate contro l’Europa "Impone regole assurde"

di Andrea Capitani

L’Unione Europea vuole ridimensionare enormemente la pesca a strascico entro il 2030, a rischio almeno un centinaio di posti di lavoro sul promontorio. La flotta dell’Argentario, formata da una trentina di pescherecci tra Porto Santo Stefano e Porto Ercole, si è unita ieri mattina alla protesta voluta da Coldiretti contro le nuove politiche della Ue, che vogliono vietare la pesca a strascico e tagliare le aree di pesca. Così alle 10 in punto decine di imbarcazioni hanno acceso le proprie sirene, che di solito vengono utilizzate per altre finalità, per alzare il tono della protesta contro delle decisioni che, di fatto, "ucciderebbero" un intero settore. Considerando, tra le altre cose, tutti i problemi che affliggono la filiera, come i costi del gasolio, il fermo pesca e tutto il resto.

"Decidono queste cose per ignoranza – sottolinea Rino Manno (nella foto piccola), titolare della Cooperativa Produttori Sant’Andrea –. Infatti i risultati dicono che i gamberi per esempio si stanno ripopolando e i tonni hanno un sovrapopolamento. Secondo me l’inquinamento e il riscaldamento globale fanno più danni. I fermi della pesca a strascico sono eccessivi perché danneggiano tutto l’apparato del commercio. Adesso inoltre stanno finanziando la demolizione delle barche, dunque il prossimo anno potremmo vedere un 20-30% in meno sulla flotta, con almeno 6-7 pescherecci dei 30 ancora presenti tra Porto Santo Stefano e Porto Ercole che non ci saranno più. I problemi riguardano anche i costi che affliggono la flotta. Il gasolio è quasi raddoppiato, così come i materiali". Alfio Greco, comandante del peschereccio Città di Viareggio, aggiunge anche che la protesta arriva perché "la gente non sa più come tirare avanti. I costi sono insostenibili, ma il prezzo del pesce è sempre quello, talvolta scende. Tanti non ce la fanno a coprire le spese". "Queste sirene saranno inviate a Bruxelles, insieme a quelle di tutta Italia, quelle spagnole e quelle francesi – dichiara Danilo Di Loreto (nella foto grande), responsabile regionale di Coldiretti Impresa Pesca –. Siamo stati i primi come Coldiretti a segnalare questo piano d’azione firmato da Virginijus Sinkevicius (commissario europeo alla pesca e all’ambiente), che entro il 2030 vuole impedire la pesca a strascico in via definitiva, oltre alla chiusura del 30% delle aree di pesca. La flotta dello strascico occupa meno del 20% della flotta delle 12mila imbarcazioni nazionali. Ma fornisce quasi il 60% del prodotto, chiuderlo significa non avere più a disposizione il nostro cibo. Dobbiamo impegnarci da subito per impedire questo scempio".