La protesta dei trattori. Niente corteo in città. Bloccata l’Aurelia: "Non ci fermeremo"

Cinquanta mezzi hanno marciato verso il capoluogo creando disagi. Mecarozzi: "Difendiamo i nostri diritti: ormai la situazione è al collasso".

La protesta dei trattori. Niente corteo in città. Bloccata l’Aurelia: "Non ci fermeremo"
La protesta dei trattori. Niente corteo in città. Bloccata l’Aurelia: "Non ci fermeremo"

L’idea era quella di arrivare fino al centro della città per manifestare tutta la loro rabbia. Ma alla fine gli agricoltori non hanno accettato le condizioni della Questura e hanno deciso di rimanere in presidio fisso nella zona di Grosseto sud. Sono stati circa cinquanta i trattori che a passo d’uomo, ieri mattina, hanno raggiunto lo svincolo di Grosseto sud. Una lotta, quella degli agricoltori, che va avanti anche in altre città d’Italia e d’Europa: striscioni, bandiere italiane, fischi e clacson. Tutti insieme per chiedere maggiore attenzione alla categoria e al comparto agricolo soprattutto per quanto riguarda i costi e la sostenibilità di un settore da sempre al centro dell’economia italiana. Mai come questa questa volta arrivato sotto scacco delle multinazionali del settore che "minano" il made in Italy. Gli agricoltori hanno manifestato sotto la bandiera del "Cra", Comitato riuniti agricoltori, alla quale avevano aderito anche alcuni esponenti del "Popolo Produttivo" di cui fanno parte anche i balneari.

"Il nostro intento era quello di farci notare e lo abbiamo raggiunto anche se l’autorizzazione per marciare dentro Grosseto non è arrivata – ha iniziato Fabio Mecarozzi, uno degli organizzatori –. Abbiamo dunque deciso di fare un presidio fisso sull’Aurelia che è rimasta chiusa per qualche ora. Ringrazio tutti coloro che ci hanno dato una mano perchè stiamo manifestando pacificamente i nostri diritti". Mecarozzi spiega i motivi della protesta: "Abbiamo un disagio nelle nostre campagne, siamo esasperati, vogliamo continuare a fare il nostro lavoro in maniera dignitosa. Difendiamo il Made in Italy, i riconoscimenti conquistati negli anni, ma l’Europa e il Governo non stanno facendo quello che devono. Le nostre strutture funzionano e abbiamo sempre il capitale che è minacciato dalle multinazionali che stanno entrando prepotentemente nelle nostre terre per fare coltivazioni intensive".

Poi chiude: "Non ci fermeremo e continueremo a manifestare in maniera civile. Non dobbiamo essere strumentalizzati, i nostri trattori fanno capire che l’agricoltore fa bene e a tutti: produciamo prodotti che sono un’eccellenza e che nessuno deve permettersi di toglierci".