Angoli incontaminati. Padule La Trappola. Quella piccola area di grande importanza

Escursione con le guide in una zona solitamente chiusa al pubblico. I visitatori hanno potuto ammirare luoghi fondamentali. per la conservazione e la tutela della biodiversità. Grande interesse.

La zona paludosa, ormai bonificata. È tutto solo un semplice ricordo? No. C’è un’area dove il tempo si è fermato, dove regna la purezza della natura. Sono gli ambienti palustri della foce dell’Ombrone e il padule della Trappola. Una zona umida di importanza internazionale, dove ogni anno viene organizzato il ‘Ramsar day, Trappola con gli stivali’, per celebrare la giornata mondiale delle zone umide riconosciuta dalla convenzione internazionale Ramsar. Circa quaranta persone si sono ritrovate a Lido Oasi in occasione dell’iniziativa, coordinati da Flavio Monti, ornitologo e ricercatore del Cnr-Iret e dalla guida ambientale escursionistica Matteo Franchi. Così, alla scoperta di luoghi indisturbati e inaccessibili al pubblico, di cui l’Ente parco apre le sue porte solo in occasione del Ramsar day, gli appassionati di natura e di birdwatching hanno potuto visitare la parte più a Nord del padule.

"Lo scorso anno – dice però Franchi – è stato caratterizzato da tanti tratti con passaggio in acqua, adesso no. Le piogge sono state scarse. Bisogna riflettere, perché l’acqua è l’elemento predominante di questo ecosistema e ha un elevato valore naturalistico, conservazionistico e paesaggistico". Le aree umide contribuiscono alla salvaguardia della biodiversità . Ma, lo stato di conservazione è a rischio, come le specie che lo abitano. Così il 2 febbraio 1971 è stato istituito l’accordo per tutelarle. "È stata una rivoluzione – dice Monti –. È il primo accordo internazionale per la salvaguardia di un intero ecosistema". Ogni hanno l’evento ha una tematica differente. Quest’anno è stata ‘Zone umide e benessere umano’. "Divulghiamo – spiega Monti – il messaggio alle future generazioni. Dobbiamo proteggere questi ecosistemi così fragili".

Fra tracce di daini e cinghiali, i visitatori si sono avventurati tra la zona stagionale, la più lontana dalla riva e la zona sommersa occasionalmente. Proseguendo, non sono mancate soste per cercare di avvistare falchi pescatore, germani e tuffetti. Ma, cosa ha spinto così tante persone ad addentrarsi nella natura selvaggia maremmana?

"Questi ambienti – afferma Beppe Taddeo, arrivato da Torino – mi regalano un senso di pace, gioia e armonia con la natura". "Sono un appassionato di fotografia – spiega invece Giuseppe Guerrini – e questa è l’opportunità di scoprire questo angolo magico e incontaminato della Maremma". "Per me è una giornata particolare – dice Filippo Pierini – perché è la scoperta di un luogo sconosciuto, incontaminato e inaccessibile". "Una giornata meravigliosa – commenta Daniela Di Rado – che ha stimolato la curiosità su un problema del nostro tempo. Ho appreso nozioni nuove, che divulgherò correttamente per sensibilizzare sulla questione". "Questa esperienza – dice Franca Faloppa – regala armonie. La sensazione è come se la natura stesse parlando".

Maria Vittoria Gaviano