Carlo Vittori in una immagine d’archivio (Ansa)
Carlo Vittori in una immagine d’archivio (Ansa)

Firenze, 25 dicembre 2015 - Tutto il mondo dello sport, in particolare quello dell'atletica leggera, ma non solo, è in lutto per la morte di Carlo Vittori, grande allenatore e maestro di sport che ha legato il suo nome soprattutto ai successi di uno straordinario campione come il velocista Pietro Mennea. Vittori (morto nella sua casa di Ascoli Piceno all'età di 84 anni) ha messo la sua esperienza e i suoi metodi di allenamento anche al servizio del calcio, nell'Ascoli e nella Fiorentina. 

Nella squadra viola è stato preparatore atletico nella seconda metà degli anni Ottanta e tra i suoi successi più importanti c'è stato il recupero di Roberto Baggio dopo un gravissimo infortunio al ginocchio. Vittori racconta così quell'esperienza: "Mi chiamò il presidente Baretti. Mi disse che c'era un 20enne preso da Vicenza, pagato due miliardi che, con il ginocchio rotto, valeva sì e no 50 milioni. Vennero a Formia. Misurai la coscia di Baggio: il muscolo del calciatore non cera più. A maggio era considerato finito. Dopo tre settimane a Formia con me, era tornato in forma". 

Tornando all'atletica, Vittori non fu solo il maestro di un talento straordinario come Pietro Mennea (campione olimpico nel 1980 e a lungo primatista del mondo sui 200 metri, solo per citare due dei suoi tanti successi), ma anche il preparatore di Marcello Fiasconaro (che stabilì il record del mondo degli ottocento metri) e il creatore di una cera e propria scuola italiana di velocità, con nomi come Tilli, Pavoni, Simionato.

Le sue conoscenze tecniche e i suoi metodi rigorosi e innovativi hanno cambiato il mondo dell'atletica italiana, offrendo a molti tecnicio arrivati dopo di lui una base di studio e di lavoro importantissima, un patrimonio messo a disposizione di tutto lo sport.