Firenze, 14 settembre 2019 - Una bella Fiorentina, spigliata e divertente, coraggiosa ma anche prudente, ferma la corsa della Juventus ottenendo uno 0-0 che sta stretto per quanto fatto dai viola, ma se non si butta dentro la palla è impossibile vincere.

Ottima prova della difesa viola, solido il centrocampo (con Castrovilli ispiratissimo), veloce e ficcante l'attacco "leggero" scelto da Montella che punta su Chiesa e Ribéry e non sbaglia. Nel complesso, non solo Fiorentina meglio della Juve (i bianconeri tirano pochissimo, non creano occasioni vere, Ronaldo e Higuain assistono senza pagare il biglietto) ma anche Montella meglio del rientrante Sarri: il tecnico viola trova la chiave per sterilizzare le bocche da fuoco bianconere. Il problema, però, resta sempre quello del gol e giocare senza centravanti certo non aiuta, ma  in questa partita era più importante trovare un buon equilibrio e i viola lo hanno fatto. Due parole in più su Ribéry: classe, dinamismo (anche se non è al top della forma), grinta, intelligenza tattica. Il francese è un campione, lo sapevamo, bello verdedrne una dimostrazione in maglia viola.

La partita era cominciata con una splendida coreografia dei tifosi viola la partitissima contro la Juve.  Al 5' subito pericolosi i viola con un colpo di testa di Milenkovic, la palla va a lato.

Al 7' Douglas Costa lascia per infortunio ed entra Bernardeschi, il grande ex. In due minuti 15' e 16' i viola vanno vicini al gol: prima una papera di Szczesny con un rinvio addosso a Chiesa per poco non permette al viola di segnare su rimpallo. Poi, ancora un disimpegno bianconero sbagliato e Ribéry non è abbastanza lesto ad approfittarne. Al 18' il francese impegna il portiere della Juve. Al 19' bravo Dragowski a respingere sul tiro di Matuidi. 

La gara è equilibrata, squadre molto bloccate, ma  non mancano le emozioni. La Juve attacca di più, i viola rispondono in contropiede. Su una ripartenza nata da un ottimo internto di Pezzella, Castrovilli crossa in area, Chiesa manca la deviazione.

Al 34' ancora Chiesa che stavolta prova da fuori, Szczesny para. La Fiorentina cresce col passare dei minuti, è spigliata, ma anche prudente in copertura. Ribéry regala lampi di classe e al 41' pesca Dalbert che di testa da pochi passi si fa deviare il colpo di testa dal portiere avversario.

Per la sfida Fiorentina-Juventus il tecnico viola Vincenzo Montella punta all'inizio sul 3-5-2 e su un attacco con Chiesa e Ribéry. A centrocampo Lirola e Caceres esterni. Partono, quindi, dalla panchina sia Boateng che Vlahovic che sembravano, nelle previsioni della vigilia, in ballottaggio.

Nella ripresa i viola ripartono bene e all'8' è Dalbert a impegnare Szczesny. Poi al 9' occasionissima per Castrovilli che manca la deviazione su invitante passaggio di Chiesa. Ancora Chiesa protagonista con un gran tiro deviato. Al 24 esce Ribery autore di una grande prova: il francese esce tra gli applausi scroscianti dello stadio. Entra Boateng.

Al 29' della ripresa brivido per i viola con Khedira liberato in area, Dragowski esce, palla per Ronaldo ma Pezzella salva. Al 31' un colpo di testa di Milenkovic è troppo centrale, Szczesny para. Al 38' Montella toglie Pezzella (verosimilmente per problemi fisici) ed inserisce Ceccherini.Il difensore livornese fa subito erroraccio rischiando di servire Higuain, Dragowski rimedia. Esce un applauditissimo Castrrovilli, entra Zurkowski.

La gara finisce e i viola escono tra gli applausi: il primo punto è fatto, giocando così ne arriveranno tanti altri. La Juve èp apparsa fisicamente meno in palla, poco brillante e imprecisa.

Le formazioni

FIORENTINA (3-5-2):Dragowski; Milenkovic, Pezzella (38' st Ceccherini), Caceres; Lirola, Badelj, Pulgar, Castrovilli (45' st Zurkowski), Dalbert;, Ribéry (24' st Boateng), Chiesa Allenatore: Vincenzo Montella

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Danilo (16' st Cuadrado), De Ligt, Bonucci, Alex Sandro; Khedira, Pjanic (43' pt Bentancur), Matuidi; Douglas Costa (7' pt Bernardeschi), HIguain, Ronaldo. Allenatore: Maurizio Sarri

Arbitro: Irrati di Pistoia 

Note: ammoniti Caceres, Pjanic, Chiesa, De Ligt