Battiato e Alice, ritorno in tour  Con la Symphony Orchestra
Battiato e Alice, ritorno in tour Con la Symphony Orchestra

Firenze, 28 febbraio 2016 - "Il pubblico che viene ad ascoltarci? Ci dà una gioia immensa anche se veramente, secondo me, questo tour me lo sarei aspettato nell’84 quando insieme abbiamo cantato I treni di Tozeur. Ma a quell’epoca non lo volle fare e fino a oggi non non si è verificata questa opportunità".

Dev’essere fantastico seguire da vicino logiche come "A Beethoven e Sinatra preferisco l’ insalata a Vivaldi l’uva passa che mi dà più calorie" e aspettare decenni per ritornare, amati più che mai, sui palcoscenici d’Italia. E restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore.

Carla Bissi detta Alice e Franco Battiato, considerato ormai quasi un Maestro Sufi debuttano stasera a Firenze con un concerto in anteprima, sold out da sei mesi. Sold out l’anteprima, il debutto e le prime date. Il Teatro Verdi di Firenze non può contenere tutti gli adoratori di una coppia perfetta e scenografica che si riunisce anche lunedì alle 20,45.

Alice come è successa questa reunion?

«Ci siamo incrociati diverse volte in questi anni e ho chiesto a Franco un brano, Eri con me, che poi ha scritto assieme a Sgalambro. Recentemente ci eravamo rivisti per la canzone Veleni. Poi poi ci siamo casualmente trovati ai concerti, prima ai miei: in occasione di una rassegna milanese era tra il pubblico. L’ho chiamato sul palco e ci siamo diveriti in questa cosa improvvisata. Poi lui mi ha reinvitata a Firenze e a Verona: alla fine è nata l’idea di fare un tour insieme, ed ecco ci qui".

Avete voci speciali che si integrano.

«Questo è vero e abbiamo anche molte affinità: intanto io amo cantare le canzoni di Battiato. In un certo senso, insieme creiamo uno terza cosa, molto interessante. La bellezza delle nostre due voci diventa il terzo elemento».

Dagli anni ’80 a oggi: è stato difficile?

«Non ci siamo mai persi di vista del tutto e siamo sempre rimasti amici fin dai primi momenti della nostra conoscenza. Abbiamo inziato a lavorare assieme dal 1980. Chiaramente la nostra collaborazione più internsa risale a quegli anni stupendi».

Com’è avere Battiato per amico?

«Franco è una persona straordinaria che ha qualità fuori del comune a diversi livelli. Ha un’intelligenza sopraffina, ha fatto un grande percorso spirituale, è di una generosità straordinaria. E oltre ad essere un artista profondo, è un uomo di qualità superiori alla media. Un uomo con la U maiuscola».

Se lo sarebbe immaginato un evolversi così profondo di Battiato?

«Per me è sempre stato così: nel tempo ha solo approfondito e sviluppato il suo percorso per raggiungere lo scopo supremo».

La musica, le canzoni, due artisti e due voci inconfondibili: niente è banale per chi non è banale.