Pasqua a Firenze, torna la sfida del gusto: sulle tavole vince la colomba

La crisi del cacao porta alle stelle i prezzi delle uova. Ma i fiorentini preferiranno i prodotti artigianali

La colomba e l'uovo

La colomba e l'uovo

Firenze, 31 marzo 2024 - Anche questo anno sulla tavola di Pasqua vince la tradizione in Toscana, regione che schiera ben 464 prodotti agroalimentari tipici, come gli immancabili quaresimali, riconosciuti dal Masaf. Oltre a questi la scelta ricadrà su colombe o uova artigianali per larga parte delle famiglie fiorentine. In Italia, secondo il Centro Studi di Confartigianato, sono 54 mila le pasticcerie e imprese del settore dolciarie, con una spiccata vocazione artigiana (71% del totale). A Firenze, le pasticcerie artigiane, sono circa 300. Se la Pasqua è senza sorprese amare per il mercato delle colombe (che tiene, così come la schiacciata pasquale, la pastiera e gli altri dolci della tradizione) lo stesso non si può dire per le uova di cioccolato. Che sia guarnito, farcito, personalizzato o decorato, l’andamento dei prezzi è in salita. Le uova di fascia più alta con cioccolato al latte o fondente, e un peso tra i 320 e i 365 grammi, superano i 18 euro al pezzo, con incrementi superiori al 33% rispetto ai listini del 2023. La colpa? La crisi del cacao (dovuta anche ai cambiamenti climatici): secondo Codacons le quotazioni superano il record raggiunto nel 1977, a cui si aggiunge il rincaro nell’ultimo anno del +72% per lo zucchero.

Secondo un'indagine Confartigianato Firenze, infatti, per acquistare una colomba occorrono 30 euro al chilo, le uova di cioccolato vanno a 60 euro al chilo. Proprio il prezzo si riflette sugli acquisti dei fiorentini. Secondo un'indagine Coldiretti la colomba sarà presente sul 69% delle tavole rispetto al 63% dell’uovo ma è altrettanto vero che molte famiglie prepareranno i dolci in casa per scampare agli aumenti dei prezzi ma anche per tramandare alle nuove generazioni ricette e segreti che non si trovano sui libri.

Un settore che, soprattutto in occasione delle festività, risente della mancanza di forza lavoro. Oltre il 60% dei pasticceri è difficile da reperire in Toscana e ciò incide anche nel lavoro, soprattutto quando ci sono dei picchi come nel periodo pasquale. Irene Floris, presidente toscana di Confartigianato Turismo e co-titolare CGTravel, conferma i numeri positivi per i flussi turistici soprattutto verso le città d’arte “con pacchetti associati alle guide turistiche”, mentre molti stranieri “scelgono un soggiorno in villa, circondati dalle colline toscane, come vacanza relax”.

Rossella Conte

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