Firenze, 7 giugno 2019 - "Io sapevo già che non c'è nessuna altra città come Firenze al Mondo, ma non avrei mai pensato di vedere il calore e la bellezza che ho trovato qua. Vi amo, grande Firenze, I love Florence". E' un Rocco Commisso emozionato e commosso (e non è un gioco di pazrole) quello che, con un certo stupore, si trova di fronte 5mila tifosi viola entusiasti che lo acclamano festosamente. Il nuovo proprietario della Fiorentina viene accolto sul prato del "Franchi" da Giancarlo Antognoni, bandiera viola, e dal sindaco di Firenze, Dario Nardella. accompagnato da alcuni familiari e da esponenti della sua azienda (Mediacom) e di Jp Morgan e Studio Chiomenti  (rispettivamente in qualità di advisor finanziari e legali per gli acquirenti). 

Dalla tribuna coperta piena di tifosi, bandiere, fumogeni e sciarpe viola  partono cori di continuo,  insieme all'inno cantato da Narciso Parigi. Parte anche il coro "chi non salta è bianconero" (ricordando le simpatie juventine del magnate italo americano di origini calabresi) e Commisso, che forse non capisce il significato ringrazia. Prima, davanti ai giornalisti, aveva chiarito: "La Juve? Sono cresciuto al  Sud in anni in cui la Juve di Charles e Sivori vinceva tutto, ma da quando sono in America seguo tutto il calcio italiano e ora in particolare la Fiorentina. Sono fiorentino e orgoglioso di essere fiorentino, ho fatto un investimento importante qui".

"Sono italiano e mi sento italiano io ho cuore, tra poco mi metto a piangere, alla mia età _dice Commisso ai tifosi_ cerco di parlare italiano, non lo parlo bene. Se mi date un mese lo parlerò meglio perché spero di venire spesso. I love you". I tifosi lo applaudono, ma spesso lo interrompono e cantano "Commisso portaci in Europa".

Prima del bagno di folla in mezzo al prato del "Franchi" (con tanto di bandiera viola da sbandierare e di pallone calciato in tribuna) Commisso ha incontrato i giornalisti nella sua prima conferenza stampa. Nessuna indiscrezione particolare, Commisso è simpatico, ama parlare molto (un po' in italiano un po' in inglese), ma resta prudente. Quando gli viene chiesto chi sarà l'allenatore o quali i quadri dirigenziali chiede tempo: "Abbiamo fatto tutto in fretta, ora dateci un po' di tempo. Montella e  Corvino hanno un contratto, Montella è in India e non ho potuto ancora parlarci. Abbiate pazienza, il mondo non è stato fatto in un giorno".

L'unica notizia che viene data da Commisso è quella dell'impegno che la Fiorentina affronterà in una tournée negli Stati Uniti ("tra un mese la Fiorentina sarà in America") per prendere parte a un torneo con Benfica, Arsenal e Guadalajara. 

Tema caldo è quello sul futuro di Federico Chiesa e Commisso è chiaro nel non voler arrivare a un bis del caso Baggio (in realtà ceduto dai Pontello prima dell'arrivo della nuova proprietà Cecchi Gori): "La mia intenzione è tenerlo almeno per un anno, non sarà il Baggio di Rocco Commisso. Mi hanno assicurato che al momento non c'è nessun accordo per la cessione del giocatore. Cobn lui non ho ancora parlato pertché è in Nazionale".

Commisso tiene a ringraziare la famiglia Della Valle ("per la passione e i sacrifici che hanno fatto e per come ci hanno lasciato la società") e sottolinea che il suo interesse per la Fiorentina non è di oggi: "La prima offerta che ho fatto per la Fiorentina risale al 2016, ma allora non ottenni risposta. Ho fatto di nuovo un'offerta nel 2017 ed anche allora nessuna risposta. Nel 2018 pensavo che la mia offerta non interessasse. Poi pochi mesi fa la svolta. In due mesi abbiamo chiuso". Per Commisso "il calcio è stato molto importante, ho cominciato nel 1967 e grazie al calcio ho avuto una borsa di studio, senza il calcio non sarei arrivato dove sono. Oggi che ho costruiito il mio business posso finalmente tornare alla mia passione per il calcio e per l'Italia, attraverso la Fiorentina. L'accoglienza ricevuta è inimmaginabile. a New York nessuno mi conosce, vengo qua e tutti mi conoscono. Ora sono stato 'gigliato' dal sindaco. Sono orgoglioso di rappresentare questa splendida città".

"Il problema del calcio italiano è che c'è una squadra che vince sempre. Io vorrei competere, vorrei che ci fosse un'alternativa _ dice Commisso_  Abbiamo le risorse per fare bene, abbiamo negoziato un buon prezzo equo, e mi piacciono i rischi, altrimenti non sarei qua. Il fair play finanziario crea un circolo vizioso; spero si possa cambiare, spero ce ne diano la possibilità. Lotterò per questo club. Cercheremo di fare tutto per fare introiti, ho visto altre squadre incrementare i fatturati e anche la Fiorentina lo potrà fare"