Gattuso, nuovo allenatore della Fiorentina (fotocronache Germogli)
Gattuso, nuovo allenatore della Fiorentina (fotocronache Germogli)


Firenze, 7 giugno 2021 - A tu per tu con Gattuso , uno dopo l’altro per conoscersi personalmente, nome, cognome, incarico, eccetera, i dipendenti del centro sportivo hanno capito in fretta la filosofia del nuovo allenatore viola, ovvero essere un punto di riferimento – se ci sono problemi parliamone, nessun malcontento dietro le spalle – con una missione dichiarata: tutelare il gruppo squadra, che nelle intenzioni di Gattuso dovrà ricevere il massimo sostegno da tutte le professionalità all’interno del club. Ognuno al suo posto, ma sapendo di essere essenziale per la produzione della merce principale, cioè la prestazione sul campo della Fiorentina.

E qui, almeno da quanto si è capito dal primo confronto, potrebbero esserci novità significative a livello di organizzazione: più o meno come fece Paulo Sousa nella sua prima annata – ingiudicabile per molti motivi la seconda – Gattuso ha manifestato la volontà di circoscrivere il gruppo di lavoro intorno ai giocatori, in modo da aumentare la compattezza e blindare il dialogo interno dello spogliatoio. In sostanza: massima trasparenza fra i calciatori, l’allenatore e il suo staff, minime interferenze da parte di altre figure. E qui il tema potrebbe diventare delicato, in assenza di ulteriori particolari.
E’ certo comunque che su questo concetto il tecnico abbia insistito con determinazione nel corso di tutti i contatti avuti con i dirigenti viola prima della firma sul contratto.

Rispetto ai suoi predecessori, Gattuso potrà inoltre contare su un vantaggio di grande rilievo: è stato il primo allenatore veramente voluto da Commisso, che quando arrivò nel 2019 si trovò Montella con altri due anni di contratto e nel 2020 confermò Iachini estraendo dal mazzo delle motivazioni personali anche un notevole spirito di riconoscenza per la salvezza raggiunta.
Questo per dire che il filo diretto fra Gattuso e Commisso potrà senz’altro contare su presupposti diversi e solidi. E Ringhio – nome omen – non è uno che le manda a dire dietro: quindi massima chiarezza, rispetto dei ruoli e gruppo squadra protetto da qualsiasi tipo di interferenza.
Fin qui tutto bene , siamo agli inizi e Gattuso ha portato con sé anche una notevole quota di entusiasmo fra i tifosi dopo mesi di depressione calcistica. Il suo "sì" alla Fiorentina ha rialzato anche la fiducia nella proprietà, che questa volta ha messo a segno un doppio colpo per la quotazione del tecnico e la velocità di esecuzione in un periodo in cui altri club stavano faticando a trovare le mosse giuste per la panchina

Tutto benissimo. Ora Gattuso proverà a esportare lo stesso sistema di lavoro che a Napoli lo ha reso amatissimo dai giocatori – tente volte i rapporti fra lo spogliatoio e De Laurentiis sono stati tesi – e gli ha permesso di sfiorare la qualificazione Champions nonostante il suo esonero a fine stagione fosse già certo, considerati i freddissimi rapporti con il presidente. Sincerità nei rapporti, prima di tutto. Come quella che Gattuso e Ribery si sono scambiati durante l’incontro in Versilia. Ancora un po’ di tempo per riflettere, di sicuro non ci saranno equivoci.