Paolo Chirichigno
Paolo Chirichigno

Firenze, 16 maggio 2021 - Era già tutto previsto, la Fiorentina ha resistito un’ora contro il Napoli lanciato verso la zona Champions. Manca una sola inutile partita alla fine del campionato, il tempo stringe. Commisso sta rientrando negli Stati Uniti ma le decisioni dovrebbero essere state già prese, almeno si spera. Dunque rifacciamo un minimo bilancio della stagione: settimo monte ingaggi, giocatori di buon livello che via si via si sono dimostrati una "non squadra", ognuno per conto suo. Ribery il faro, molto a tratti, e se si deve dargli un ingaggio milionario per tenere lo spogliatoio meglio mettere una sua gigantografia all’ingresso del centro sportivo, costerebbe meno. Spendere sì, ma per il rinnovo di Vlahovic. Se una squadra con il settimo monte ingaggi arriva nelle ultime posizioni, la verità è evidente: è mancata la gestione tecnica e umana, e le scelte di mercato sono state fallimentari (tranne Quarta). Quindi il primo passo è resettare tutto, almeno fin dove è possibile.

Chiaro che la scelta del tecnico sia basilare in questo senso: nei mesi di nulla cosmico, col terrore di andare di sotto, sono circolati nomi improbabili, di allenatori di medio spessore che nulla aggiungerebbero. Soprattutto dopo la tempesta scatenata da Commisso sui cieli viola, appare necessario l’arrivo di un tecnico di livello assoluto. Tanto per capirsi: il nome di Gattuso rappresenta il minimo sindacale agli occhi dei tifosi. Ringhio al Napoli dispone di giocatori di tale classe che sono inarrivabili per le casse viola mentre qui la realtà è da day after, va ricostruito tutto. Anche un minimo di vivere civile, non solo in campo. Manca una settimana alla fine, se la Fiorentina pensa di decidere a pallone fermo è già in ritardo, tanto per capirsi. In panchina serve una personalità forte, che i giocatori rispettino a prescindere. Ripartire, alla società si chiede questo. Dopo così tanta buriana, sarà abbastanza lucida da farlo?