Carlo Conti
Carlo Conti

Firenze, 1 luglio 2021 - Carlo Conti, cosa ci aspetta in quest’estate appena cominciata?
«Una ripresa, con molto entusiasmo che va vissuto con attenzione, perché non è un liberi tutti. C’è l’ottimismo di riprenderci la nostra vita e i sorrisi e le strette di mano quando si incontra qualcuno per strada».
 

E lei cosa si aspetta, da questa estate?
«La stessa cosa: relax, riposo e abbronzatura, come sempre. Sole e calore sono fonte di energia per rigenerarsi. E’ un momento per stare con la famiglia e godersela appieno».
 

Relax, divertimento ma anche riflessione e ricarica: si pensa ai nuovi progetti. Qualche idea?
«Per fortuna con il nuovo modo di lavorare a distanza, riusciamo a fare riunioni brevi condensando le cose importanti. Sto lavorando alla nuova edizione e al cast di ’Tale e quale’ che sarà in onda su Raiuno dal 17 settembre. Prima, il 9 e il 10 settembre, si torna alla musica dal vivo con il pubblico, pur con restrizioni, all’Arena di Verona con i Music Awards in diretta su Raiuno». Ha un rapporto particolare con il mare, con la barchetta da pescatore.

Momenti per lei importanti...
«E’ la cosa che amo di più. Il dolce stare in mezzo al mare a pescare, anche se non prendo niente. Anzi, meglio, faccio meno fatica... Sono felice che anche mio figlio abbia preso questo hobby, lui è meno paziente, ha la frenesia di prendere sempre qualcosa. Ma sta capendo che è bello anche solo starsene lì a godersi la natura rilassandosi».
 

L’estate è anche tempo di ricordi lontani. Quali sono state le estati più memorabili della sua vita?
«Ci sono tre fasi. La prima, quella dell’infanzia, in cui l’estate più bella era stare a Livorno con mio cugino e mia mamma. Si stava tutto il giorno al mare, si tornava stanchissimi ma felici tra una pescata e un’altra. Momenti irripetibili. Poi è arrivato il tempo di ’Vernice fresca’ e ’Aria fresca’, l’estate era il momento di raccogliere i frutti del lavoro invernale, con le serate nelle piazze con Leonardo, Giorgio e tutti gli altri. Ne ho un ricordo bellissimo. Ora lavoro tutto l’anno ma ho due mesi di vacanza come i ragazzi, forse è la fase che mi piace di più perché posso godermela».
 

C’è un episodio che resterà indelebile?
«Tantissimi. Un’estate da adolescenti intorno al juke box, in cui ogni cento lire era per ascoltare ’Ti amo’ di Umberto Tozzi. Poi da più grande mi è successa una cosa per cui continuiamo a ridere come pazzi. Ero al mare con Panariello, come sempre abbronzatissimo. Passò un ragazzo di colore che vendeva sulla spiaggia e disse, guardandomi, che ero nerissimo! Quelle serate d’estate itineranti per la Toscana sono state un periodo meraviglioso, il cuore e l’entusiasmo non ci facevano sentire la stanchezza. Non c’è un solo ricordo ma un insieme di cose. L’anno scorso con la famiglia, Pieraccioni e la sua bambina Martina abbiamo fatto un giro in barca tra il Giglio e Giannutri. Vedere i nostri figli che si divertono insieme è bellissimo. C’è un altro tipo di consapevolezza. Ma per me estate è sempre gioia».
 

Sembra sempre in pace con se stesso, uno spirito naturalmente zen. Qual è il suo segreto?
«Il sole e l’estate. Ma credo sia il carattere: non mi arrabbio, non me la prendo, vedo sempre bicchiere mezzo pieno. Non mi abbatto mai. Facile ora, mi potrebbe dire qualcuno. Ma sono sempre stato così, anche nei momenti più difficili. Ho un grande amore per la vita e la consapevolezza che se c’è la salute c’è tutto, riesci a superare qualsiasi cosa».
 

Stelle cadenti. Un solo desiderio. Quale?
«Scherzosamente mi viene da rispondere speriamo che non mi caschi addosso. Cioè speriamo nella salute che è la cosa più importante. E buona estate a tutti».