Firenze, 18 settembre 2015 - Di notte Firenze è viva. Per molti lavoratori la sveglia suona a mezzanotte e il momento di andare a dormire è l'alba. Una vita alla rovescia, si potrebbe pensare ma in realtà, in certi settori, si tratta di un ciclo alternato fra turnisti di notte e di giorno che mantiene viva l'anima delle aziende, delle attività. Parliamo di servizi di emergenza, come le ambulanze, operatori ecologici, baristi, pasticceri, metronotte... Inizia il nostro reportage alla scoperta di questi mestieri, protagonisti dal tramonto all'alba.

Ore 23.30, inizia il nostro martedì notte alla Misericordia di Rifredi. Qui, prevedibilmente, l'accoglienza è di casa. Dipendenti e volontari sono già pronti per le chiamate che non tardano ad arrivare. Capo di guardia dei volontari stanotte è Lorenzo Giovannoni, giovanissimo, infermiere e già insegnante, coordina i lavori. Il volontariato è il suo primo amore ci racconta ma... suona l'allarme e non c'è tempo per parlare.

I mezzi a disposizione per questa nottata di lavoro sono due: un'ambulanza, la Delta, con due dipendenti e due volontari in servizio e un'automedica, con medico a bordo e tre volontari. Quando il servizio è attivato dal singolo cittadino l'emergenza, e quindi la scelta del mezzo per portare a termine il soccorso, è connessa alle notizie riferite dal paziente durante la telefonata al 118 che comunica al distaccamento della Misericordia i primi dati sull'intervento e appunto il mezzo con il quale fronteggiarlo. Alle 23.40 partiamo. Il primo soccorso è di tipo pediatrico. Per tranquillizzare il piccolo paziente i volontari gonfiano i guanti come fossero palloncini. Con niente distraggono i piccoli e, con le luci blu dei lampeggianti, sembra di essere su una macchina magica.

Si allontana per un attimo il pensiero che su un'ambulanza i bambini non dovrebbero mai neanche entrarci perché sono accolti, compresi, coccolati. Arriviamo al Meyer e mentre i due volontari entrano nel Pronto soccorso rimango fuori a parlare con l'autista. Si chiama Francesco Naini, è un meccanico e da qualche anno presta il suo servizio di volontario alla Misericordia di Rifredi. Lui guida le ambulanze, il suo ruolo è molto importante: "Hai la responsabilità delle persone che trasporti, pazienti e squadra", una mansione delicata, come le altre del resto ma l'autista, quando non è costretto per scarsità di personale a seguire il resto della squadra nell'intervento, sta con l'ambulanza. La custodisce.

Torniamo in sede, non prima di aver dato il libero. Che significa? C'è un mondo dentro la Delta: schermi, radio con ricetrasmittente (ormai spenta perché soppiantata dai telefonini), luci, bottoni e nello schermo sopra ai nostri occhi non appena il mezzo parte l'autista deve premere un pulsante così da inviare segnale di partenza alla centrale del 118, all'arrivo dal paziente partirà poi un altro clic, al Pronto soccorso ancora un invio e una volta terminato il servizio l'autista comunica il libero cioè che il mezzo è pronto per ripartire verso un altro soccorso. Tutto è monitorato. Passano pochi minuti e l'allarme suona nuovamente: si tratta sempre di un minore.

La mezzanotte è passata da un bel pezzo, l'aria è più fresca. L'intervento è molto vicino ma purtroppo i cantieri ostacolano l'arrivo a destinazione. La rivoluzione tramviaria, nella zona di Rifredi, complica la viabilità di giorno e anche di notte. Rispetto a tutte le altre strade, libere dal traffico diurno, attraversare viale Morgagni, e dopo scopriremo anche in via di Novoli, è un bel problema. Fortunatamente non c'è urgenza, come spiega nel video Gianluca Sanseverino dipendente della Misericordia di Rifredi, quindi i minuti impiegati per capire da che parte sia meglio pasare non compromettono l'esito dell'intervento. Di nuovo in sede, il tempo di vedere le stanze dove gli operatori riposano e tornare giù per ripartire di nuovo.

Daria Lamini, l'anima di questo distaccamento e nostra guida per questa nottata insieme a Gianluca, si mette alla guida e in un batter d'occhio siamo a destinazione. Lei è un pilastro della confraternita: vent'anni di militanza, prima da volontaria poi da dipendente: "E' bello lavorare di notte - ci spiega - anche se bisogna fare molta attenzione agli indisciplinati alla guida. Però la città ha un fascino particolare perché si può dire che ricomincia a prendere vita dopo le cinque". Più o meno l'ora in cui i nostri amici vanno a fare una meritatissima colazione. Insieme, col sorriso di chi ha fatto del proprio meglio, senza neanche per un attimo essersi lamentati della stanchezza che comporta un lavoro così intenso.

Un ringraziamento particolare va al governatore della Misericordia di Rifredi Raoul Caneschi che ci ha permesso di realizzare questo servizio.