Viola Parigi
Viola Parigi

Firenze, 22 ottobre 2021 - "Viola era bella come il sole, era il nostro mondo". La voce rotta dai singhiozzi è quella di Alessandro Parigi, padre di Viola, che ha combattuto come una leonessa contro un male troppo brutto per i suoi diciasette anni, che se l’è portata via. "Non so neanche da dove partire per raccontare Viola – continua babbo Alessandro –. Era una ragazza fantastica, piena di vita e sempre sorridente. Legatissima alla famiglia, alla scuola e al suo grande amore, il pattinaggio. Era veramente brava, aveva fatto campionati nazionali ed era anche stata chiamata dalla Nazionale maggiore". A raccontare i messaggi e le testimonianze di affetto si sente tutto l’orgoglio della famiglia, anche in un momento così difficile. "Nel Mondo l’Italia è riconosciuta come un’eccellenza nel pattinaggio a rotelle, e Viola era un fiore all’occhiello dello sport. Abbiamo ricevuto centinaia di messaggi da tutto il Mondo, anche da Orlando, dagli Stati Uniti, dove era andata a fare delle competizioni, oltre che da tantissime persone a Firenze". Nella tristezza, una piccola soddisfazione, di un momento a suo modo diventato indelebile.

"Almeno siamo riusciti a festeggiare il suo compleanno, il 6 ottobre. Sono contento per mia moglie, che l’ha vista crescere tutti i giorni, è sempre stata con lei. Siamo una famiglia molto unita, io sono stato per tanti anni il presidente dell’Isolotto calcio, mentre mia moglie era nella società di pattinaggio di Viola, l’Oltrano, sempre nel nostro quartiere. Fa piacere perché abbiamo ricevuto un affetto incredibile, ma se lo merita sicuramente". Tutta Firenze, e in particolare il quartiere 4 si è stretto intorno alla famiglia Parigi, in un momento difficilissimo.

"Ho allenato Viola da quando aveva 5 anni, è cresciuta con me – ricorda Cristina Moretti, allenatrice dell’Oltrarno pattinaggio –. Grazie a lei e alle sue compagne abbiamo vissuto momenti fantastici, delle esperienze indimenticabili, siamo andate in Olanda, in America e in molte competizioni in giro per l’Europa e non solo. Viola è cresciuta nel nostro palazzetto, con noi. Ci siamo fermati negli scorsi giorni, non riuscivamo a riaprtire, ma abbiamo deciso di tornare tutti in pista oggi (ieri ndr) per ricordarla e ricominciare anche per lei. Voglio raccontare una cosa, quando a marzo scorso iniziò ad avere alcuni problemi era appena stata convocata dalla nazionale per degli allenamenti. Era disperata di non poter andare a fare questa esperienza, e ha sempre voluto tornare sui pattini il prima possibile. Viola era così".

"Abbiamo vissuto questa cosa in maniera molto drammatica – racconta Giovanni Biondi, presidente dell’Isolotto calcio –. Viola era la figlia del mio vicepresidente, è una vera tragedia. Nelle prossime partite dell’Isolotto osserveremo un minuto di silenzio, e insieme al babbo di Viola abbiamo deciso di promuovere una sottoscrizione a una onlus che ha scelto la famiglia".