Unione ciechi: intitolato ad Antonio Quatraro il centro tiflo-didattico di via Nicolodi

"Il suo nome non poteva che essere legato per sempre ad un luogo di cultura e formazione”. In tantissimi stamani alla cerimonia

Un momento della cerimonia in via Nicolodi
Un momento della cerimonia in via Nicolodi

Firenze, 13 marzo 2023 – È stato intitolato ad Antonio Quatraro il centro tiflo-didattico di Firenze, ad un anno dalla morte improvvisa dell’ex presidente provinciale e regionale dell’Unione italiana ciechi del capoluogo toscano. “Ad Antonio non poteva che essere intitolato un centro di cultura, un luogo in cui i ragazzi possano crescere e formarsi - ha detto il presidente regionale Uic Massimo Diodati -. Abbiamo scoperto la targa oggi, perchè un anno fa, questo giorno, Antonio era vivo. Ecco, abbiamo simbolicamente scelto il giorno prima della sua morte per sottolineare che il suo grande appassionato lavoro deve continuare”.

Alla cerimonia, tra gli altri, anche gli assessori Sara Funaro e Simone Bezzini, il presidente del quartiere 2 Michele Pierguidi e, ancora, Elisabetta Franchi, responsabile del centro di consulenza tiflodidattica. Tantissimi poi gli amici che hanno stretto in un grande caloroso abbraccio Sandra, la vedova di Antonio. “Il gran numero di presenti dà proprio il senso dell’attaccamento e della gratitudine nei confronti di Antonio - ha detto Funaro -. Lui aveva in particolare una grandissima attenzione verso i bambini e verso il tema dell’accessibilità alla cultura. In questo senso, dobbiamo tutti noi raccogliere la sua eredità affinché nelle scuole ci sia un cambiamento culturale. Oltre agli educatori del Comune, occorre che i docenti di sostegno siano formati anche per rapportarsi con gli alunni che non vedono o che vedono pochissimo”.

“Non basterebbero pagine e pagine per descrivere Antonio, con la sua cultura, la sua disponibilità verso il prossimo e la sua ironia. Avrebbe sicuramente ancora dato tanto a tutti noi”, le parole di Piscitelli.

Nato nel 1946 in provincia di Foggia, Quatraro era non vedente dalla nascita. Un handicap che però non gli aveva impedito di raggiungere i livelli più alti, sia nel campo degli studi che nella vita professionale. Laureato in Lettere all’Ateneo fiorentino col massimo dei voti, è stato professore di educazione musicale e si è poi contraddistinto per il suo massimo impegno all’interno dell’Unione Ciechi ed Ipovedenti. Ha seguito progetti anche internazionali ed è sempre stato molto presente sulla scena fiorentina.

Sempre garbato, mai sopra le righe, Quatraro si era fin da subito conquistato la simpatia ed il massimo rispetto da parte degli amministratori locali. Si è battuto per i ‘semafori intelligenti’, per gli attraversamenti pedonali sicuri. E, in generale, per una città “più a misura di non vedente”. Aveva una sensibilità fuori dal comune. Quel che non riusciva a vedere con gli occhi, lo riusciva a ‘sentire’ comunque. Sorprendeva la sua autonomia e la sua capacità di scrivere in modo velocissimo attraverso il suo inseparabile computer portatile, dotato di barra braille. Credeva moltissimo nella tecnologia il professor Quatraro, che infatti nel 1975 organizzò il primo corso per programmatori ciechi in Italia, in collaborazione con l’Uic e l’Ibm.