La lunga coda di turisti in piazza Duomo per entrare a vedere Santa Maria del Fiore
La lunga coda di turisti in piazza Duomo per entrare a vedere Santa Maria del Fiore

Firenze, 7 gennaio 2020 - È la Toscana la regina delle mete turistiche scelte dagli italiani per le vacanze natalizie con Firenze che anche questo anno si è confermata la meta preferita, sia per il Natale che per il Capodanno fino al ponte dell’Epifania in cui la percentuale delle strutture occupate è pari all’80%. Verso la nostra regione, infatti, si sono sostati oltre 800mila italiani, merito principalmente, dell’attrazione crescente esercitata sui turisti da città d’arte e borghi storici. A seguire la Lombardia con 614mila turisti italiani e Emilia Romagna con 592mila. Secondo i dati, frutto di un’indagine di Cna Turismo informano, la spesa media del viaggio si attesta intorno ai 394 euro mentre la spesa pro capite giornaliera agli 89 euro.
A fare da traino, le vacanze brevi: i pernottamenti da una a tre notti sono destinati ad aumentare del 14 per cento contro una crescita, comunque lusinghiera, del 7,9 per cento delle vacanze più lunghe. "Sono un imprenditore fiorentino - spiega Luca Tonini, presidente Cna Città di Firenze e presidente nazionale di Cna Turismo – e non posso che essere favorevolmente impressionato dai dati sulle performance turistiche della nostra regione, ma, contemporaneamente, non posso ignorare le ripercussioni prodotte sulla città di Firenze da una gestione del flusso turistico che può e deve essere migliorata".

Ben +1,6% di arrivi e +4,9% di presenze per Firenze dal 2017 al 2018 in base all’elaborazione dell’ufficio studi di Cna su dati forniti dall’Unità Operativa Servizi alle imprese, controlli e statistiche della Città Metropolitana. Oltre 5 milioni e 300mila le persone ospitate nelle strutture ricettive della Metrocittà nel 2018 per un totale di 15milioni e 500mila notti. A fare la parte del leone Firenze che monopolizza il 74% degli arrivi (quasi 4 milioni) e il 69% delle presenze (oltre 10 milioni e 700mila). "Se si aggiungono i 5 milioni e mezzo di turisti giornalieri - prosegue Tonini - è facile comprendere quanto la gestione del flusso turistico sia strategica per Firenze. Basti considerare la trasformazione del centro: esodo dei residenti (dal 1991 al 2016 sono diminuiti di quasi il 77%) e, contemporaneamente, del tessuto imprenditoriale, dall’artigianato ai negozi di vicinato.

Ma anche il boom dell’house sarin: degli oltre 11mila annunci di Airbnb più dell’80% sono localizzati in centro e nella quasi totalità dei casi si tratta di interi appartamenti". Un turismo, dunque, che finisce per condizionare la comunità fiorentina nel suo complesso. "Sono indispensabili interventi contro l’abusivismo – conclude Tonini – tanto nell’home sharing quanto nell’home restaurant che penalizza tutti: gli imprenditori in regola e la cittadinanza. Una redistribuzione dei flussi che porti i turisti nei territori circostanti Firenze, ugualmente belli, carichi di storia e tradizioni, il miglioramento della qualità della vita del centro a favore dei residenti ed interventi tesi al ripopolamento residenziale, inclusi lavori di edilizia pubblica anche in immobili di proprietà comunale".

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