Il professor Amedeo Amedei, al centro, con il suo staff di ricercatori
Il professor Amedeo Amedei, al centro, con il suo staff di ricercatori

Firenze, 2 novembre 2017 – Un milione di euro dalla Regione Toscana per finanziare un progetto di ricerca per ripristinare l’equilibrio della microflora intestinale nei pazienti operati di tumore del colon retto. Obiettivo: aumentare la qualità di vita e la sopravvivenza post-chirurgica. L’idea alla base del progetto coordinato dal professor Amedeo Amedei, immunologo presso l’Università degli Studi di Firenze, è quella di caratterizzare sia il microbiota intestinale (ossia la popolazione microbica contenuta a livello dell’intestino umano), in grado di contribuire allo stato di salute dell’organismo, sia la risposta immunitaria in pazienti affetti da tumore del colon retto (CRC). Inoltre il progetto si propone di mettere a punto un vero e proprio protocollo sperimentale/terapeutico in grado di ripristinare l’equilibrio della microflora intestinale nei pazienti sottoposti ad intervento chirurgico, aumentandone la qualità di vita e la sopravvivenza post-chirurgica.

Il tumore al colon retto causa 500.000 morti ogni anno in Italia e la sua insorgenza è fortemente legata a fattori di natura genetica ma, attualmente, diversi studi epidemiologici la correlano anche ad una disregolazione del rapporto tra microrganismi intestinali ed ospite (disbiosi) e ad una conseguente alterazione a carico del Sistema Immunitario. Lo scopo di questo studio, che nel 2016 ha ricevuto un finanziamento di oltre un 1.000.000 euro da parte della Regione Toscana, è di identificare quali sono le specifiche popolazioni microbiche associabili allo sviluppo tumorale e capaci di modulare la risposta immunitaria.

“Durante le prime fasi di vita, il microbiota ‘educa’ il sistema immunitario a convivere con i batteri sia innocui che nocivi ed insegna come stabilire un equilibrio che caratterizza un intestino sano – spiega il professor Amedei - ed è proprio la perdita di questo equilibrio, associabile alla presenza del CRC, ad attrarre la nostra attenzione”.

Inoltre, un secondo passo è quello di verificare se la presenza di prodotti risultanti dal catabolismo batterico (residui della demolizione dei nutrienti e potenzialmente dannosi per l’organismo), possa essere correlata allo sviluppo e progressione del cancro del colon retto. Un chiarimento delle dinamiche esistenti nel rapporto tra cancro e flora intestinale aiuterà a sviluppare nuovi sistemi di prevenzione e profilassi, impiegando trattamenti innovativi come la somministrazione di probiotici (microrganismi vivi e vitali, che, se somministrati in quantità adeguata, conferiscono benefici alla salute), prebiotici (ingredienti alimentari non digeribili che stimolano selettivamente la crescita e l’attività di un numero limitato di batteri utili per l’uomo) e simbiotici (symbiotics - prodotti che contengono una combinazione dei due precedenti elementi).

“Alcuni studi ed i nostri dati preliminari – aggiunge il professor Amedei - hanno evidenziato l’effetto antinfiammatorio dei probiotici nella mucosa intestinale in pazienti affetti da CRC, ma mai è stato fatto uno studio così accurato ed con tale impatto clinico. Infatti i dati raccolti, saranno usati per disegnare, in maniera specifica, nuove miscele di simbiotici da somministrate a pazienti affetti da tumore colon rettale per ripristinare la corretta flora intestinale ed aiutare a prevenire le malattie comuni delle fasi post-operatorie come ricomparsa del tumore primario, metastasi ed infezioni perioperatorie. Il fine ultimo ipotizzabile è la messa a punto di un protocollo sperimentale che ne permetta l’utilizzo nella clinica di routine post-chirurgia”.

Amedeo Amedei è nato a Rodi Garganico nel 1971, si è laureato nel 1996 in scienze biologiche all'Università degli Studi di Firenze e nel 1998 ha ottenuto l'abilitazione alla professione di Biologo. Dopo un periodo di tirocinio post-laurea presso il laboratorio di immunoallergologia di Careggi ha iniziato la carriera scientifica con una borsa di studio (1997-99), finanziata dalla “Fondazione Anna Villa Rusconi”, con oggetto di studio il ruolo dei linfociti Th1/Th2 nella patogenesi della Graft Versus Host Disease. Nell’ottobre 2000 ha vinto il “Premio per la migliore comunicazione” al XI Congresso Associazione Italiana Neuroimmunologia. Nel 2012 ha acquisito l’abilitazione nazionale per professore di seconda fascia nel settore disciplinare 06/N1 (Scienze delle Professioni Sanitarie e delle Tecnologie Mediche Applicate) e dal novembre 2015 ricopre il ruolo di professore associato presso il Dipartimento di Medicina Interna dell’Università degli Studi di Firenze. Negli ultimi anni, il suo interesse scientifico si è focalizzato nello studio della cancerogenesi, in particolare nel ruolo svolto dalla risposta immune e dal microambiente tumorale. I risultati dei vari studi hanno contribuito alla realizzazione di una notevole produzione scientifica del professor Amedei, che al momento consta di 123 pubblicazioni su riviste internazionali, 6 capitoli di libri scientifici ed un brevetto internazionale, oltre a numerose comunicazioni a congressi scientifici.