Tra pitbull e immondizia. Un buco nero che fa paura

Dopo 15 anni di abbandono l’immobile si trova in una condizione disperata

Era l’ex Centro di propagazione delle specie legnose del Cnr. Dovrebbe diventare il cuore della nuova Scandicci, quella europea disegnata da Richard Rogers. In mezzo ci sono quindici anni di degrado assoluto, abbandono, ma anche solitudine e violenze. Il primo sgombero risale al maggio del 2015; furono allontanati una quarantina di senza fissa dimora; all’interno c’erano famiglie intere con bimbi e bimbe minorenni. Alcuni di questi andarono addirittura a protestare sotto al Comune che stava eseguendo l’ordinanza del Prefetto. Qualche settimana prima di questa operazione era arrivato a Scandicci anche Matteo Salvini con tanto di ruspa e tutto lo stato maggiore leghista in Toscana per un evento dimostrativo. Dal 2015 in poi però poco è cambiato.

Nel tempo le case sono sempre state più o meno occupate. Con persone di etnie diverse a seconda del momento. Recentemente una colonia di nordafricani si era stabilita nelle casupole. I carabinieri e la polizia municipale li stavano monitorando, nel tempo sono state messe a segno diverse operazioni di controllo e identificazione. Ma tenere l’area vuota era praticamente impossibile. Nella Scandicci delle incompiute (poco lontano si trova anche un ex liceo che a lungo è stato la casa di altri strani individui), l’unica speranza è che la città possa completare il suo percorso di crescita e riappropriarsi con funzioni pubbliche e nuove case di questi spazi vuoti, verdi solo a parole, in realtà neri per quello che vi avviene dentro.

Il Piano attuativo approvato dal Comune, ma sul quale la politica in campagna elettorale adesso dice di voler rimettere mano, prevede la realizzazione di servizi per i cittadini, uffici, due alberghi e funzioni residenziali, lungo la tramvia, nell’area tra piazza Resistenza e la fermata Villa Costanza. Nei dettagli progettuali l’intervento si divide in tre parti principali. Il parco da 70mila metri quadrati, il secondo più grande dopo le Cascine, un’area commerciale sulla quale è stata lanciata una proposta per uno spazio-outlet dedicato alle griffe con un incubatore d’impresa per lanciare brand artigianali cittadini; lo studentato da 12.500 mq, volano per la formazione in pelletteria; nel progetto è prevista la costruzione di uffici, due alberghi e funzioni residenziali nel centro di Scandicci, lungo la tramvia, nell’area tra piazza Resistenza e la fermata Villa Costanza.

Il Piano attuativo per l’area ex Cnr fissa superfici per 87 mila mq prevalentemente a destinazioni direzionali e di servizio oltre che turistico ricettive, residenziali e commerciali. Fin quando non partiranno i lavori, questi terreni incolti, le casupole diroccate e piene di rifiuti saranno ancora il regno della paura. La casa di gente senza scrupoli, l’albergo della disperazione che ospita chi è ai margini della società, chi vuole vivere nell’anonimato, chi cerca un luogo dove stare nascosto.

morv

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