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23 giu 2022

Torna il commissario Bordelli "Il caso insoluto della sua carriera"

L’ultimo libro di Marco Vichi s’intitola "Non tutto è perduto". Ristampate anche le poesie della madre

23 giu 2022
olga mugnaini
Cronaca
Lo scrittore Marco Vichi parla del suo nuovo libro «Non tutto è perduto»
Lo scrittore Marco Vichi parla del suo nuovo libro «Non tutto è perduto»
Lo scrittore Marco Vichi parla del suo nuovo libro «Non tutto è perduto»
Lo scrittore Marco Vichi parla del suo nuovo libro «Non tutto è perduto»
Lo scrittore Marco Vichi parla del suo nuovo libro «Non tutto è perduto»
Lo scrittore Marco Vichi parla del suo nuovo libro «Non tutto è perduto»

di Olga Mugnaini

No, non tutto è perduto. Anzi, la vita è sempre lì che resiste, forse impastata di nostalgia, ma comunque forte e vigorosa come lo era nei suoi primi anni da sbirro. Il commissario Franco Bordelli è ormai un ex. Di fronte a sé c’è solo la pensione. Ma non si arrende. Ed eccolo infatti ancora in pista, per una nuova, o per meglio dire vecchia indagine. La Guanda Editore ha appena dato alle stampe l’ultimo romanzo dello scrittore fiorentino Marco Vichi, dal titolo “Non tutto è perduto“, che ci regala un’altra avventura con un Bordelli ancora più intenso e notturno.

Vichi, quante sono le “inchieste-romanzo“ del commissario Bordelli?

"Questo è l’undicesimo romanzo, più quattro racconti sempre dedicati a Bordelli. Il fatto è che il commissario non vuole andare in pensione..."

Già, senza anticipare troppo la trama, facciamo però un po’ di spoiler.

"Il fatto è che non gli riesce lasciare il lavoro e alla fine trova sempre il modo per restare in quel mondo lì, per cercare di svelare misteri, capire cosa ci sia dietro alle cose. Che è poi la sua fissazione. Chi conosce i miei romanzi sa che la parte delittuosa nuda e cruda ha il suo spazio, ma l’aspetto principale delle indagini riguarda ciò che si muove attorno al delitto, a quello che si mette in moto nell’anima di Bordelli".

Possiamo dire che succede?

"Succede che, essendo in pensione, l’ex commissario si può finalmente dedicare a risolvere l’unico caso della sua carriera rimasto insoluto: si tratta di un ragazzo, figlio di un industriale fascista, ucciso nel 1947 con diverse coltellate. Fu forse una vendetta? All’epoca non era riuscito venirne a capo, anche perché molto presto era arrivato l’ordine di lasciar perdere. Ma adesso, dopo ventitré anni, può provare a risolverlo, anche se non ufficialmente".

Come sta psicologicamente Bordelli? E’ invecchiato?

"Sì e no. Ha uno spirito curioso che lo mantiene sempre giovane. Per esempio, ascolta un disco dei Rolling Stones che gli regala la sua Rosa, Beggars Banquet, e percepisce una forza che gli scatena un senso di ribellione sconosciuto. Come del resto sa fare il rock. E si ricarica, è pronto a nuove sfide".

Ma c’è un’altra recente pubblicazione che le sta a cuore.

"Sì, le poesie della mamma di Bordelli, che poi erano le poesia di mia madre, sono uscite adesso per Guanda col titolo “Respiri e sospiri“. E come al solito il ricavato andrà all’associazione “Filo di iuta“ per finanziare la scuola ai bambini più poveri del Bangladesh".

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