Firenze, 18 gennaio 2021 -  "Da ora in poi lavorerò per portare in fondo il progetto di restyling dello stadio Artemio Franchi, mettendo da parte tutte le polemiche e respingendo le critiche arrivate da ogni direzione. Da oggi in poi lavoreremo duramente per portare alla città di Firenze uno stadio all'altezza delle ambizioni sportive. Nel decreto ministeriale ci sono alcune aperture che si possono sfruttare: la prima riguarda gli interventi che servono per adeguare l'impianto alle norme Uefa; il secondo punto, che sfrutteremo, è la possibilità di realizzare aree commerciali. Poi c'è la possibilità di creare delle nuove curve e coprire lo stadio. Per la prima volta ci sono atti ufficiali dove ci viene detto cosa si può e cosa non si può fare al Franchi. Prendiamo atto della decisione della Fiorentina di non investire sullo stadio, a questo punto faremo da soli. Lo stadio è di proprietà del comune di Firenze, e non possiamo permetterci di non onorare la storia della città e che questo stadio venga abbandonato".

Così il sindaco di Firenze, Dario Nardella, nel corso di una conferenza stampa per presentare le decisioni prese dall'amministrazione comunale dopo la risposta ricevuta dal Mibact sullo stadio Artemio Franchi. "Abbiamo già deciso il processo che ci porterà al nuovo Franchi - ha spiegato Nardella - Sono due fasi. La prima partirà già a febbraio, quando i muratori andranno a intervenire sulla messa in sicurezza statica, per un investimento da 300 mila euro; entro settembre, poi, finiremo gli interventi sulla sicurezza statica per un investimento totale di un milione di euro, che sono già a bilancio. Vogliamo regalare ai tifosi uno stadio senza problematiche, quando potranno tornare al Franchi. Nel prossimo anno, poi, si investiranno 7 milioni per il miglioramento sismico". "La seconda fase - ha proseguito Nardella - è il restyling vero e proprio, per il quale abbiamo deciso di aprire un concorso internazionale, di altissimo livello, che ci permetterà di dare alla città di Firenze un risultato di altissima qualità. Vogliamo realizzare uno degli interventi di restyling più importanti al mondo. Il concorso verrà già presentato quest'anno: nella prima parte ci sarà da presentare il progetto ideologico, coloro che presenteranno il progetto migliore passeranno ad una seconda fase, quando dovrà essere presentato un progetto concreto La scelta spetterà a una commissione internazionale di prestigio assoluto. Vogliamo essere sicuri che possa vincere il progetto più efficace e più innovativo, puntiamo a realizzare un nuovo Franchi, tenendo insieme la sua storia e allo stesso tempo costruire un impianto moderno ed innovativo, ecologico". 

"Vogliamo arrivare all'assegnazione entro il 2023 per far iniziare i lavori entro la fine del mio mandato - ha puntualizzato il sindaco - Non ci sarà nessun aggravio sul bilancio del Comune di Firenze e dei cittadini, cercheremo finanziatori, il nostro obbiettivo è trovare un finanziamento a tasso zero, e già da queste ore ho attivato i contatti con la Banca Europea degli Investimenti, la Cassa depositi e prestiti e il Fondo sportivo. Sceglieremo chi ci farà la proposta migliore. Prevediamo un rientro con l'adeguamento della concessione dello stadio e delle aree commerciali". "Vogliamo anche costruire il museo della storia della Fiorentina - ha concluso Nardella - La strada intrapresa è senza ritorno, mi gioco la mia credibilità, ma la decisione è di fare il nuovo stadio, una delle migliori iniziative mai fatte prima in ogni stadio del mondo".

Il sindaco ha chiarito che «con la Fiorentina c'è totale collaborazione, illustrerò questo piano al presidente Commisso. Noi abbiamo fatto tutti i passaggi possibili affinché fosse il privato ad intervenire, sia con la Mercafir che col Franchi: prendiamo atto che questo non è stato possibile e dico che non mi interessano le polemiche, mi interessa andare avanti fino in fondo con questo progetto dove utilizzeremo anche i 'campinì, magari in parte per attività commerciale e in parte per quelle sportive. Nel percorso progettuale daremo grandissima attenzione alla Fiorentina. Non escludo poi che il club entri nell'operazione per la gestione dei volumi commerciali, può essere una strada».

Per il sindaco questo «non è più un tentativo, noi realizzeremo il nuovo Franchi, perché non può essere abbandonato. Poi la Fiorentina è libera di realizzare lo stadio a Campi o altrove». Illustrando il piano di Palazzo Vecchio, Nardella ha spiegato: «Il percorso che ci porterà al nuovo Franchi sarà diviso in due fasi: già a febbraio partiremo con i primi interventi della messa in sicurezza statica, con un investimento del Comune di 300mila euro. Poi passeremo a completare i lavori di sicurezza statica per un totale di un milione: vogliamo completarli entro settembre. Per l'anno prossimo faremo quelli sul miglioramento sismico. Sulla seconda fase abbiamo deciso di realizzare un concorso internazionale di progettazione, inviteremo i migliori progettisti. Pubblicheremo quest'anno il concorso, che si struttura in due parti: la prima riguarda l'idea progettuale, ci sarà una commissione tecnica di esperti che selezionerà i 'finalistì che poi saranno ulteriormente analizzati. La scelta del progetto finale spetterà ad una commissione internazionale di prestigio assoluto. Puntiamo ad aggiudicare i lavori per il restyling entro il 2023: il nuovo Franchi risponderà agli standard più alti dal punto di vista del consumo energetico. Il Franchi nuovo metterà insieme la storia e il futuro: su questo mi gioco tutta la credibilità di sindaco. Realizzeremo l'opera più bella del mondo».

L'obiettivo del Comune, ha aggiunto Nardella, è «ottenere un finanziamento a tasso zero. Prevediamo un piano di rientro attraverso l'adeguamento dei canoni di concessione per l'uso dello stadio e l'uso commerciale degli spazi privati: non sarà fatta alcuna operazione commerciale». Il sindaco ha chiarito anche che «le attività commerciali saranno funzionali alla vita dello stadio» e si è rivolto anche gli architetti che, nelle settimane scorse, avevano firmato un appello per 'salvarè il Franchi, chiedendo loro «di mettere adesso la firma per un progetto. Se ritenete di essere grandi architetti fatevi avanti: ci sarà un concorso internazionale, non avete più alibi»